Le dimissioni di Domenico Giannetta, il ruolo di Forza Italia nel centrodestra e il confronto con la linea di Roberto Vannacci. Il nuovo capogruppo azzurro in Consiglio regionale, Pierluigi Caputo, si insedia in una fase in cui il partito è chiamato a ridefinire ambizioni e confini politici. L’obiettivo è rivendicare un’identità moderata e liberale, traducendola in un maggiore peso politico e nella capacità di incidere sulle scelte della coalizione.

Caputo fa il punto sui rapporti con Lega e Fratelli d’Italia, sulle prospettive di Forza Italia e sulla sfida di intercettare l’elettorato riformista. Sul piano regionale, il banco di prova è la riforma del Trasporto pubblico locale, destinata ad avere ricadute dirette sull’organizzazione dei collegamenti. Restano aperti anche i dossier della città unica di Cosenza e del rilancio di Cometra, oltre alla partita delle candidature alle prossime amministrative di Catanzaro e Cosenza.

A interrompere l’intervista per un momento è un imponente corteo studentesco che attraversa il centro della città dei Bruzi, a pochi passi dal luogo dell’incontro. «Vede, la differenza rispetto a quanto accaduto al Nord è lampante. Le proteste in Puglia, Campania, Calabria e Basilicata sono state civilissime» osserva Caputo. Poi aggiunge: «La Regione ha già fatto qualcosa per i manifestanti: abbiamo preso atto delle loro istanze e interverremo ancora a sostegno di autotrasportatori, agricoltori e delle altre categorie interessate».

Le proteste si moltiplicano in tutta Italia e stanno mettendo insieme categorie sociali molto diverse tra loro.
«Oltre agli interventi varati dalla Giunta regionale, serve un’azione del Governo per uscire dall’impasse. Noi stiamo facendo la nostra parte e anche il presidente Occhiuto, ieri sera, ha portato la propria solidarietà al presidio di Falerna. Permettetemi di sottolineare un aspetto: l’iniziale assenza dei media nazionali in Calabria dimostra come l’attenzione sia spesso concentrata sugli eventi negativi, come gli scontri avvenuti a Milano, Bologna e Torino. Diversa la sensibilità delle emittenti locali, come LaC, che hanno garantito visibilità a quanto sta accadendo sul nostro territorio».

Come è nata la sua nomina a capogruppo di Forza Italia, visto che era già alla guida del gruppo gemello “Occhiuto Presidente”?
«A fine agosto, quando Giannetta si è dimesso, nessuno sapeva nulla. Abbiamo cercato una sintesi e affrontato la campagna elettorale per le suppletive di Reggio Calabria senza un capogruppo. Nel frattempo sono iniziate le interlocuzioni all’interno del coordinamento di Forza Italia e sabato si è raggiunta l’unanimità sul mio nome».

Perché Giannetta ha scelto di passare con Vannacci? Nei toni e nei modi non è mai sembrato un estremista.
«Bisognerebbe chiederlo a lui. Finora ha detto che non si trovava più bene con noi. Forse si aspettava una candidatura alle suppletive al posto di Roscioli, che non è arrivata, e ha deciso di cambiare».

Occhiuto ha chiuso la porta a Futuro Nazionale. Eppure, per approvare la riforma dei trasporti, potrebbe servire almeno un voto in più rispetto a quelli della maggioranza.
«La linea del presidente è corretta: non possiamo stare con i populisti e con chi fa leva sulla pancia della gente, soprattutto quando avanza proposte di cui il Paese non ha bisogno. L’Italia ha bisogno di equilibrio e di delicatezza nell’affrontare temi complessi».

In un contesto in cui gli estremismi guadagnano terreno, come si concilia questa posizione con le componenti più intransigenti di Fratelli d’Italia e della Lega?
«Noi serviamo proprio a questo: a fare da contrappeso all’interno della coalizione. Rispetto alla Prima Repubblica, lo schema politico è cambiato e oggi bisogna saper intercettare il maggior numero possibile di esigenze».

Si torna a parlare di riformisti. Renzi, Principe e lo stesso Occhiuto hanno espresso le loro posizioni.
«Forza Italia è nel centrodestra e ci resterà, perché rappresenta l’area centrista di uno schieramento in cui trova spazio una sensibilità che nel campo largo progressista è in difficoltà. Con Gentiloni, Renzi e Letta c’era chi si riconosceva in un’impostazione più moderata, ma con Schlein e Conte la svolta è stata decisamente a sinistra. Noi offriamo a quell’elettorato un’alternativa».

A livello nazionale, la rivoluzione liberale invocata da Occhiuto si scontra con il peso delle tessere e degli equilibri interni legati alla leadership di Tajani.
«Le idee di Roberto hanno già dato al partito una nuova prospettiva e possono attirare ulteriore interesse. È un dato di fatto. Guardiamo ai giovani e alle reali esigenze del Paese».

Parlando di nuove generazioni, all’ultimo congresso il segretario nazionale dei giovani di Forza Italia, Simone Leoni, ha affrontato temi spesso considerati tabù dalla destra.
«Il tema dei giovani va affrontato tenendo conto della società in cui vivono: è inutile fingere che certe questioni non esistano. Alla presentazione del suo libro, Occhiuto ha osservato che oggi i ragazzi parlano liberamente di sessualità, qualunque essa sia, proprio come lui, a 16 anni, parlava di calcio con gli amici. Fino a poco tempo fa, i diritti civili venivano spesso accantonati per imbarazzo. Oggi la società è cambiata e la libertà di espressione è alla base di ogni confronto».

Occhiuto resterà in Calabria fino alla fine della legislatura o potrebbe riservare una sorpresa in vista delle Politiche?
«Resterà fino alla fine del mandato, perché c’è ancora tanto da fare e il lavoro portato avanti in Regione non va disperso».

La Lega e Noi Moderati attendono un assessorato in Regione.
«Siamo noi per primi ad attendere l’esito del ricorso al Consiglio di Stato sui sottosegretari. Anche loro, pertanto, non possono fare altro che aspettare».

Per approvare la riforma dei trasporti servirà almeno un voto esterno alla maggioranza.
«Parliamo della riforma più importante di questa legislatura. Abbiamo la possibilità di cambiare metodo e, soprattutto, di avviare le gare, ferme da anni in regime di proroga. Dobbiamo approvarla e utilizzeremo le commissioni competenti per illustrarne i vantaggi e fornire tutti i chiarimenti e gli approfondimenti necessari».

Ma serve comunque un altro voto favorevole, al netto di quello di Giannetta.
«Siamo aperti al dialogo, con l’obiettivo di garantire ai cittadini uno strumento davvero efficace, capace di fare la differenza».

Si è speso in prima persona per la vertenza Amaco a Cosenza.
«Il servizio pubblico doveva rimanere tale, così come andavano salvaguardati i posti di lavoro, una garanzia che Cometra ha assicurato».

Passiamo alle amministrative. A Catanzaro si riproporrà il “problema” Futuro Nazionale.
«Stiamo già lavorando, così come stiamo facendo per Cosenza. Escludiamo alleanze con Vannacci e, come già accaduto alle suppletive di Reggio Calabria, dimostreremo che non c’è bisogno di spostare a destra l’asse della coalizione».

Si era parlato di una sua nomina a coordinatore azzurro dell’area urbana di Cosenza, al posto di Massimo Bozzo.
«Il coordinamento dell’area urbana è al centro della riorganizzazione di Forza Italia, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente cittadini e iscritti anche al di fuori delle campagne elettorali. Serve un rinnovamento e occorre individuare una figura aggregante, capace di garantire quella partecipazione che molti chiedono».

Il suo nome è sul tavolo della coalizione per la candidatura a sindaco di Cosenza?
«Ho letto anch’io qualcosa in questo senso e mi fa piacere, ma in questo momento sono concentrato sul mio lavoro in Regione. Cercheremo un candidato in grado di vincere».

A quale partito spetterà l’onore e l’onere di esprimere il candidato?
«Non c’è una regola precisa e non ci sono logiche spartitorie. C’è, però, la volontà comune di individuare una candidatura autorevole, un nome di spessore. Non escludo che possa arrivare dalla società civile».

Brucia ancora la sconfitta del Sì al progetto della città unica?
«No, perché il progetto è ancora in campo. È una prospettiva che, prima o poi, dovrà trovare uno sbocco burocratico e istituzionale. Del resto, nella vita quotidiana la città unica esiste già. E credo che a essersi pentito di non aver fatto campagna elettorale per il Sì sia proprio Franz Caruso».

Ha in mente qualche progetto concreto?
«Assolutamente sì, e lo collego alla riforma dei trasporti che approveremo. Mi auguro che Cometra rilanci il servizio di Trasporto pubblico locale, superando i confini della sola città di Cosenza. Abbiamo bisogno di una rete più forte, capace di servire l’intera area urbana e di collegare l’università come dovrebbe fare un sistema di trasporto realmente al servizio degli studenti. Penso a collegamenti che raggiungano anche Carolei, Mendicino, Casali del Manco, l’area commerciale di Zumpano, Marano, Laurignano e Settimo di Montalto e, perché no, anche la zona industriale di Piano Lago, attraverso l’utilizzo della linea ferroviaria. In questo modo, Cometra potrebbe garantire a se stessa una maggiore sostenibilità del servizio».

Caputo, prima ha citato Caruso. Qual è il suo giudizio sui cinque anni della sua amministrazione e su quelli di Fiorita a Catanzaro?
«Si voterà a breve. Del resto, dopo l’inverno arriva sempre la primavera».