“Pasquale Tridico in preda ad una crisi di nervi si arrampica sugli specchi per tentare di giustificare le sue gaffe a ripetizione. Dopo aver fatto firmare un manifesto a suo sostegno da un docente universitario deceduto lo scorso febbraio, oggi l’ex presidente dell’Inps tenta goffamente di annacquare le tesi insolenti della professoressa Donatella Di Cesare, che nei talk show televisivi manifesta posizioni filoputiniane e che ha esaltato brigatisti e assassini”.

Così Filippo Pietropaolo, vicepresidente della Regione Calabria. Per difendere la Di Cesare, Tridico ha detto che FdI la starebbe attaccando per “un vecchio tweet stravolto per attribuirle tesi mai sostenute e parole mai pronunciate”, ma Pietropaolo la pensa diversamente.

“Rileggiamo il tweet della professoressa  – scrive – dedicato, con tanto di fotografia, alla brigatista Barbara Balzerani, morta il 4 marzo 2024: ‘La tua rivoluzione - scriveva la Di Cesare - è stata anche la mia, le vie diverse non cancellano le idee, con malinconia un addio alla compagna Luna’. Cosa ci sarebbe di stravolto caro Tridico? In cosa consisterebbe la strumentalizzazione? Le parole della Di Cesare sono chiare, indecenti e pesanti come un macigno”.

Pietropaolo sottolinea come in quel post vengano “esaltate le idee e la rivoluzione di una terrorista delle brigate rosse, coinvolta in azioni armate, rapine e sequestri, condannata per omicidi a diversi ergastoli, parte del gruppo dirigente delle Br durante il rapimento Moro. Quell’uscita sollevò nel Paese una giusta ondata di indignazione. Tutte le testate giornalistiche - dal Corriere a Repubblica, da La Stampa a La7 - parlarono giustamente di tweet choc. E arrivarono condanne unanimi. Francesco Verducci del Pd - partito oggi alleato dell’ex presidente Inps - si definì ‘impietrito di fronte al giudizio politico sul fenomeno delle Br’. Ecco, oggi Tridico dovrebbe solo fare silenzio, chiedere scusa alle famiglie delle vittime delle brigate rosse ed arrossire per la vergogna”.