Il consigliere di opposizione bolla come infondate le ricostruzioni secondo cui a pesare sulle casse dell’Ente sia un vecchio contenzioso da 1,8 milioni meglio conosciuto come “sentenza Mazzuca”: «I debiti del Comune ammontano a 14 milioni»
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«Ci vogliono far credere che il predissesto del Comune di Castrolibero sia colpa della sentenza Mazzuca. Una balla. Una balla comoda, utile, raccontata anche da chi ha governato questo Comune per oltre dieci anni con Orlandino Greco e oggi continua a governarlo: stessi uomini, stesso gruppo di potere, dietro una facciata nuova. I numeri, quelli veri, che abbiamo strappato con le unghie in Consiglio, dicono altro. Il buco è di circa 14 milioni di euro. La sentenza Mazzuca, vecchio contenzioso, è di circa 1,8 milioni. Fate i conti: il 13% è la sentenza Mazzuca; l’87%, oltre 12 milioni, è un buco scavato anno dopo anno». È quanto scrive in un post facebook il consigliere di minoranza del gruppo “Cambia-Menti Pasquale Villella in merito alla situazione finanziaria dell’Ente
«Il trucco del tachimetro»
«Avete presente chi vende una macchina usata e scala il contachilometri da 300.000 a 50.000? Ecco cosa hanno fatto per anni in Comune con i residui attivi. Bilanci con milioni di euro di crediti da TARI, multe, tributi, che tutti sapevano inesigibili da anni, perché a Castrolibero la riscossione è bassissima. Ma li lasciavano lì, a gonfiare l'attivo, per far quadrare un bilancio che non quadrava. È come dire "ho due milioni in banca" quando hai assegni scoperti da 10 anni. Finché un giorno la banca ti chiude tutto».
Lo scoperto di conto corrente permanente.
«Per anni Castrolibero ha vissuto di anticipazione di cassa. Tradotto: come una famiglia che il 5 del mese ha già finito lo stipendio e vive di scoperto in banca pagando interessi da usura. Sapete quanto pagavamo di interessi alla banca per questa anticipazione? Fino a 300/400mila euro l’anno. Buttati. Non una strada, non un’opera pubblica, non una lampadina. Solo interessi passivi per stare a galla. Soldi tolti ai servizi dei cittadini per pagare l'inefficienza di chi governava».
La cassa vuota e i vasi comunicanti
Per pagare la prima rata della sentenza Mazzuca di 200.000 euro, di cui 80.920 dal Fondo Contenzioso, hanno dovuto fare un giro di cassa di 700.000 euro, togliendoli dagli investimenti Sport e tempo libero, da 1.990.000 a 1.290.000 euro, per buttarli su spesa corrente e fondo di riserva. Lo certifica il Revisore Murdaca nel Parere 23/2026 con 3 rilievi pesantissimi: "forte rigidità dei flussi finanziari di cassa... erosione dei margini... impegno pluriennale da garantire". Tradotto: non c'è più una lira di cassa. E l'equilibrio di parte corrente è a -192.075 euro. Siamo sotto zero anche prima di partire. Questo è il PRFP, Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale ventennale, approvato il 28.09.2026 con CC 53. Un piano fino al 2045. Venti anni di lacrime e sangue per i cittadini. Per colpa di una sentenza? No. Per colpa di 10 anni in cui nessuno ha visto, o ha fatto finta di non vedere. E qui arriva la complicità. Perché se il predissesto non arriva all'improvviso, come un terremoto, ma è come un cancro che cresce lento, con metastasi visibili nei bilanci, allora l'opposizione che c'era prima dove era?
Di fronte a residui attivi gonfiati, riscossione a terra, anticipazione permanente, interessi da 300mila euro l'anno, hanno taciuto. Hanno consentito la copertura. Hanno consentito passivamente l’approvazione di bilanci truccati. Sono stati complici, non hanno esercitato nessuna funzione di controllo. Tutto è venuto al pettine quando in Consiglio è entrata l'opposizione della lista “Cambia-Menti”.
Da quel giorno abbiamo fatto una cosa semplice, che nessuno aveva fatto prima: abbiamo letto i bilanci. Li abbiamo aperti, riga per riga. Abbiamo informato la città, post dopo post. Abbiamo scritto a Corte dei Conti, a Prefettura, a Revisore. Abbiamo chiesto perché si pagano 400mila euro di interessi e non si investe un euro. La sentenza Mazzuca non è la causa del predissesto: è la goccia che ha fatto traboccare un vaso che da dieci anni era già colmo di debiti, bugie contabili e anticipazioni.
Non serve spiegare il danno dopo che si è verificato. Serve denunciarlo prima che si verifichi, perché la consapevolezza del danno spinga chi governa a evitarlo. Oggi ci dicono: "Eh ma è colpa della sentenza Mazzuca, cosa potevamo fare?". Oppure c’è chi fa a gara ad intestarsi la scoperta della sentenza, manco parlassimo dell’acqua calda. No. Oggi paghiamo 6 rate in 6 anni per questa sentenza, come da accordo del 26.08.2026. Ma i cittadini di Castrolibero pagheranno per 20 anni gli altri 12 milioni di buco che non c'entrano nulla con il caso Mazzuca.
Noi del gruppo “Cambia-Menti” non faremo sconti. Vogliamo le procedure meno dolorose possibili per i cittadini. Vogliamo che chi ha scavato il buco se ne assuma la responsabilità politica, non la scarichi su una sentenza. Castrolibero non è affondato per un'onda anomala chiamata Mazzuca. È affondato perché per dieci anni chi era al timone navigava con la chiglia sfondata, truccava il tachimetro, viveva di scoperto, e l'equipaggio dell'opposizione guardava altrove. Ora tocca a noi tappare le falle».

