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I giornali locali in questi giorni hanno evidenziato l’emergenza rifiuti, con i comuni sommersi dall’immondizia, ed hanno registrato la “disperazione” dei sindaci. Dispiace non aver colto nella “disperazione” una vena autocritica, dal momento che i 150 comuni della provincia di Cosenza, riuniti nell’ATO, ente presieduto dall’avv. Marcello Manna, da tre anni non riescono ad individuare un sito ove realizzare l’ecodistretto, pur avendo a disposizione ben 42 milioni di euro per costruire questo impianto che avrebbe evitato l’emergenza in atto.
Ci chiediamo? È possibile che nel vasto territorio della nostra provincia non esiste un sito idoneo per l’ecodistretto, facilmente accessibile e, nel contempo, distante dai centri abitati? Al riguardo si potrebbero fare decine di proposte. La situazione del comune di Rende è paradossale. Il suo sindaco è presidente dell’ATO Cosenza e dell’AIC Calabria, competenti, per come noto, in materia di rifiuti e di ciclo integrato dell’acqua, eppure Rende è invasa dall’immondizia e per giunta fa registrare intere giornate di mancanza dell’acqua, per evidenti incapacità gestionali di Sorical e del Comune.
Federazione Riformista di Rende

