Il candidato di “Cambia-Menti” richiama l’articolo 3 della Costituzione e rilancia il tema del supporto psicologico negli istituti
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L’inclusione sociale, nel territorio, «non può restare un principio astratto, ma deve tradursi in condizioni reali che garantiscano pari diritti, opportunità e partecipazione», soprattutto nei contesti scolastici ed extrascolastici. A sostenerlo è Michele Gedeone, candidato della lista “Cambia-Menti”con Villella, che interviene sul tema partendo da un’esperienza personale e professionale.
Il riferimento è al principio sancito dall’articolo 3 della Costituzione, che «non rappresenta una dichiarazione formale, ma un impegno concreto a rimuovere ostacoli e disuguaglianze», con particolare attenzione ai più giovani. Secondo Gedeone, il nodo centrale riguarda gli strumenti messi in campo: «Per i ragazzi, in particolare per chi vive una condizione di disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento, non basta il solo insegnante di sostegno. Servono figure in grado di intercettare difficoltà spesso invisibili».
Una riflessione che nasce anche dall’esperienza diretta maturata fuori regione. «All’IPIA “Cesare Pesenti” di Bergamo – osserva – ho constatato quanto sia determinante la presenza di uno psicologo scolastico interno, con uno spazio dedicato e accessibile agli studenti».
Da qui il quesito che Gedeone pone guardando al contesto locale: «Siamo sicuri che nelle nostre scuole e nei servizi del territorio esistano sempre strumenti e professionalità adeguate a cogliere e accompagnare i bisogni dei ragazzi?».
La scuola, viene sottolineato, «non è un comparto isolato, ma il punto di partenza della società futura». Un passaggio che introduce il riferimento alla dimensione amministrativa: «Immaginiamo una Castrolibero che non si limiti a dichiarare inclusione, ma che la renda concreta».
In vista delle elezioni comunali, il candidato richiama infine il valore della scelta: «Il 24 e 25 maggio si decide se proseguire nella continuità o aprire una fase di cambiamento».
Una posizione che si chiude con un messaggio diretto: «Castrolibero merita di più».

