L’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo segnala due presunte determine della Calabria Film Commission: 100mila euro per una sponsorizzazione e 70mila per un video. I documenti non risultano al momento verificati: «Se esistono, vengano pubblicati»
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Quarantamila persone attese, la Calabria Music Arena pronta a riempirsi e uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’estate calabrese. Oggi, 22 agosto, Jovanotti arriva a Catanzaro con il Jova Summer Party 2026. Una grande vetrina per la regione, ma nelle ore che precedono il concerto si apre anche una questione politica: quanto denaro pubblico sarebbe stato investito nell’evento?
A sollevare il caso è l’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, che attraverso i social riferisce dell’esistenza di due determine della Calabria Film Commission con le quali sarebbero stati destinati complessivamente 170mila euro all’appuntamento: 100mila euro per una sponsorizzazione e altri 70mila per la realizzazione di un video.
Una circostanza che, allo stato, necessita però di una verifica documentale. Lo stesso Lo Schiavo precisa di non avere avuto modo di consultare gli atti e si dichiara pronto a essere smentito.
Esiste tuttavia un precedente nei rapporti tra Jovanotti e la Calabria Film Commission. Nel 2022 la Fondazione sostenne il videoclip di “Alla salute”, realizzato interamente in Calabria tra Scilla e Gerace e prodotto da Borotalco Tv per Capitol Records/Universal Music nell’ambito del programma “Calabria Straordinaria”.
L'eventuale intervento sul Jova Summer Party di Catanzaro avrebbe però caratteristiche differenti. Questa volta si tratta infatti di un grande concerto a pagamento inserito in un tour nazionale.
Da qui la necessità di conoscere esattamente la natura di un eventuale sostegno pubblico e le ricadute previste per il territorio.
Il concerto di Catanzaro è organizzato nell'ambito del Jova Summer Party, tour prodotto da Trident Concerts, realtà che accompagna da oltre trent'anni l'attività live di Jovanotti.
I biglietti per l'appuntamento calabrese partono da 69 euro, mentre per il settore Pit il prezzo indicato è di 99 euro. La prima tappa italiana di Olbia ha registrato circa 25mila spettatori e, secondo i numeri diffusi dagli organizzatori, l'intero tour punta a superare le 300mila presenze.
Che un evento di queste dimensioni possa ricevere un sostegno pubblico non implica, di per sé, che l'investimento sia illegittimo o inopportuno. Manifestazioni capaci di richiamare decine di migliaia di persone possono produrre un ritorno turistico, economico e promozionale significativo. La questione è un'altra: se sono stati investiti 170mila euro di risorse pubbliche, occorre sapere per che cosa siano stati spesi e quale ritorno sia stato previsto.
Gli atti sono già disponibili sul sito dell’Anac
Gli atti, in realtà, ci sono. E sono consultabili all’interno della banca dati dell’Autorità nazionale anticorruzione.
La prima procedura, identificata dal CIG BCA7FD02B3 e dal numero gara CONSIP_RDO_6510641, ha per oggetto il «Servizio di comunicazione, promozione e visibilità della Regione Calabria nell’ambito della tappa calabrese del Jova Summer Party 2026». L’importo della gara è di 100mila euro e la procedura risulta aggiudicata.
C’è poi una seconda procedura, numero gara CONSIP_RDO_6511139, anch’essa indicata come aggiudicata, relativa al «Servizio di produzione audiovisiva Jova Giro – la tappa calabrese», per un importo di 70mila euro.
Dunque i 170mila euro indicati dall’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo trovano un riscontro documentale: 100mila euro per il servizio di comunicazione, promozione e visibilità legato alla tappa calabrese del Jova Summer Party e altri 70mila per una produzione audiovisiva dedicata al Jova Giro.

