Il deputato di Forza Italia commenta così il proprio voto favorevole alla proposta di modifica dell’articolo 24: «Colmata una distanza storica tra la persona offesa e il sistema giustizia»
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«L’introduzione esplicita nella Costituzione del principio della tutela delle vittime di reato rappresenta un passo di grande valore civile, giuridico e morale. Con questo provvedimento colmiamo una distanza storica tra la persona offesa e il sistema di giustizia, riconoscendo finalmente nella Carta costituzionale diritti, dignità e protezione per chi ha subito violenza, soprusi e traumi».
Così il deputato di Forza Italia e membro della Commissione Affari Costituzionali Andrea Gentile, nel suo intervento in Aula alla Camera per annunciare il voto favorevole del gruppo azzurro alla proposta di modifica dell’articolo 24 della Costituzione. «Per troppo tempo - ha aggiunto Gentile - la vittima è rimasta una figura marginale nel procedimento penale.
Dietro questa definizione vi sono donne vittime di violenza, famiglie spezzate dalla criminalità, anziani raggirati, lavoratori colpiti da estorsioni e usura, minori abusati, cittadini segnati da ferite permanenti. Costituzionalizzare questo principio significa rafforzare un percorso di civiltà giuridica già avviato negli ultimi anni».
L’esponente di Forza Italia ha ancora sottolineato la necessità di «mantenere fermo l’equilibrio costituzionale e le garanzie dello Stato di diritto. Rafforzare la tutela della vittima - ha affermato - non deve mai tradursi in una compressione del principio di non colpevolezza o del diritto di difesa. Uno Stato democratico maturo deve saper tenere insieme entrambe le esigenze. Con questa riforma - ha concluso Gentile - lo Stato manda un messaggio chiaro alle vittime di reato: noi vi vediamo, vi riconosciamo e non vi lasciamo sole».

