Un 25enne di nazionalità italiana, Mohamed Amin Bessioud, di origine tunisina, è morto dopo essere caduto dal balcone dell'appartamento in cui risiedeva, al terzo piano di uno stabile a Cosenza. Al momento del fatto, all'interno dell'abitazione era in corso una perquisizione da parte dei Carabinieri. Il giovane si trovava agli arresti domiciliari. I militari stavano effettuando un controllo sul rispetto dell'obbligo. Sul caso la Procura di Cosenza ha aperto un fascicolo.

I carabinieri intervenuti nell'appartamento a Cosenza dove abitava Mohamed Amin Bessioud avrebbero rinvenuto nella casa 100 grammi di hashish. Hanno quindi ammanettato il giovane - che era ai domiciliari per droga - nella camera da letto; a quel punto il giovane avrebbe spintonato un militare lanciandosi dalla finestra. I Carabinieri hanno subito allertato il 118, ma Bessioud è morto dopo essere stato trasportato in ospedale. È quanto si apprende da fonti investigative.

«Il ragazzo ha avuto una crisi di panico ed era molto agitato e la madre aveva chiesto ai carabinieri se lo potevano calmare perché lui aveva già tentato un gesto estremo tagliandosi il braccio a marzo», dichiara l’avvocato della famiglia Alessandro Osvaldo Rocca. «Era stato disposto un percorso al Centro di salute mentale (autorizzato sia dal giudice monocratico che dal magistrato di sorveglianza), percorso che stava seguendo». 

Le dichiarazioni della madre

«Mio figlio soffriva di depressione ed era spaventato dai controlli, si sentiva tormentato da uno dei militari. Ho aperto la porta della stanza e l'ho visto lanciarsi dal balcone: non sono riuscita a salvarlo». È la testimonianza resa ai cronisti dalla madre del venticinquenne, Mohamed Amin Bessioud.
La donna, di origine tunisina ma residente da anni in Italia dove il figlio era nato e cresciuto, ha annunciato l'intenzione di sporgere denuncia tramite i propri legali e di informare il Consolato. Secondo la sua ricostruzione, i militari avrebbero chiuso la porta della stanza prima del fatto, impedendole di entrare: «Ho sentito la pressione che gli stavano facendo e ho aperto la porta. Lui si è lanciato in quel momento».

La madre del giovane sostiene inoltre di essere stata trattenuta in casa subito dopo l'accaduto. «Soffro d'asma e volevo solo scendere per stare vicino a mio figlio nei suoi ultimi istanti - ha detto - ma mi hanno tenuta fermata in casa fino all'arrivo dei soccorsi, non permettendomi di avvicinarmi neanche quando è giunta l'ambulanza».