La commissione regionale di garanzia ritiene invalidi tutti gli atti di quella provinciale ed ha accolto il ricorso presentato da Pino Le Fosse stoppando l’apertura delle urne
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Salta nuovamente il congresso di Rende ed è un nuovo boccone amaro che ingoia la Federazione del Pd di Cosenza. Il segretario provinciale Matteo Lettieri, infatti, dopo la mozione di sfiducia nei suoi confronti inviata ai massimi vertici del Partito Democratico nazionale e regionale da parte della nuova maggioranza assoluta dell’assemblea, si è visto annullare per la seconda volta l’apertura delle urne. Stavolta con una delibera della commissione regionale di garanzia.
Il congresso è stato contestato dalle stesse aree che hanno firmato il ribaltone ieri sera e che avevano prodotto dei ricorsi alla commissione nazionale di garanzia confutando la legittimità di quella provinciale. L’unica mozione in gara sarebbe stata quella di Ettore Morelli, vicino alle posizioni dell’ex consigliere regionale Mimmo Bevacqua la cui area invece spingeva forte per completare i lavori. Alla luce degli sviluppi e della posizione di Lettieri che va delineandosi, non è chiaro quando il circolo di Rende potrà tornare ad esercitare le proprie funzioni. Anche se la nuova data del congresso è fissata al 16 gennaio. Sarà la volta buona? Nessuno sa rispondere.
Come noto, il Pd di Rende è senza guida dal 20 maggio 2023. L’ultima segretaria è stata Annamaria Artese, prima che Vittorio Pecoraro, all’epoca segretario di Federazione, avocasse a sé i suoi poteri a margine delle indagini sul Comune di Rende di cui è stata per un periodo sindaco facente funzioni e da cui è uscita senza alcuna conseguenza.
La delibera della commissione regionale di Garanzia
Ad ogni modo, la commissione regionale di garanzia ha accolto il ricorso presentato da Pino Le Fosse. Ha accertato che «la commissione provinciale di garanzia di Cosenza, in violazione dello Statuto regionale (articolo 17) mediante elezione è incompleta e non conforme». Ha quindi invitato «l'assemblea provinciale del PD di Cosenza a procedere, entro il termine perentorio di 30 giorni dalla comunicazione della presente deliberazione, alla elezione della Commissione Provinciale di Garanzia, nel numero di cinque componenti come richiesto dallo Statuto regionale, nel rispetto della parità di genere e secondo il metodo del voto limitato».
Contestualmente ha accertato «l'invalidità e l'inefficacia di tutti gli atti adottati dalla commissione provinciale di garanzia del PD di Cosenza nel periodo compreso tra il 15 luglio 2025 (data della incompleta elezione) e la nuova elezione conforme». Infine ha rimesso alla Commissione Regionale di Garanzia «l'esercizio delle funzioni di garanzia e di controllo che prevede il passaggio di competenze al livello superiore in caso di impossibilità di funzionamento della commissione provinciale e, conseguentemente, procedere a una nuova convocazione del congresso del circolo di Rende, secondo procedure conforme alle norme statutarie, fissandolo per il 16 gennaio 2026, alle ore 16».


