Il candidato sconfitto ridimensiona la vittoria di Barile: «Senza Mario Oliverio non ce l’avrebbe mai fatta. Escludo che qualcuno dei miei undici consiglieri possa passare dall’altra parte»
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«Antonio barile non ha vinto». Marco Ambrogio non ci pensa proprio a riconoscere la sconfitta. Al contrario, preferisce parlare dei risultati ottenuti al primo turno: «Abbiamo ottenuto l’elezione di undici consiglieri, contro i cinque di Barile». Forte di questo dato, Ambrogio azzarda un pronostico: «Sono convinto che San Giovanni in Fiore tornerà presto alle urne, al massimo tra un anno».
Il candidato sconfitto, si toglie subito qualche sassolino dalla scarpa: «Barile da solo non ce l’avrebbe mai fatta. Il risultato di oggi è frutto del sostegno che ha ricevuto da parte del partito democratico e di altri cespugli di centrosinistra». Ambrogio fa espressamente il nome di Mario Oliverio».
Alla domanda di Antonio Clausi sulla possibilità che qualcuno all’interno del suo schieramento politico “abbia tradito”, Ambrogio replica: «Non è il momento di parlare di questo. Nei prossimi giorni, ci riuniremo e decideremo insieme come procedere. Escludo la possibilità che qualcuno tra i miei consiglieri deciderà di passare dall’altra parte».
Il discorso passa dal contesto di san Giovanni in Fiore alla Regione. Sul timore che la sconfitta alle comunali possa impedire alla consorte Rosaria Succurro di ottenere un posto in Giunta, Ambrogio accenna una risposta tiepida: «Queste sono valutazioni che spettano soltanto al presidente Occhiuto».
Insomma, nonostante la sconfitta Marco Ambrogio è già pronto a rilanciare: «Abbiamo un anno di tempo per riorganizzarci, non demordiamo». Quindi una promessa finale: «Non finisce certamente qui»

