Il capo delegazione del M5s al Parlamento europeo, Pasquale Tridico, torna ad attaccare il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, accusandolo di avere trasformato il confronto politico in uno scontro basato sugli insulti. Al centro della polemica c'è il video pubblicato dal governatore sui social, nel quale ha definito «sfigati» i consiglieri regionali e i parlamentari dell'opposizione.

Per Tridico, non si tratta di una semplice caduta di stile, ma di un gesto che assume un preciso significato politico e istituzionale: «Il presidente di una Regione che, dal proprio profilo social, dà degli “sfigati” ai consiglieri e ai parlamentari dell'opposizione non commette solo una caduta di stile, ma compie un atto politico, e va trattato come tale. Trasforma la più alta carica istituzionale calabrese in uno strumento di dileggio verso chi esercita una funzione costituzionale: il controllo democratico. È un fatto grave, al di là del registro con cui Occhiuto sceglie di intervenire. Con quel video offende l'opposizione, oltraggia la democrazia», afferma l'europarlamentare, già candidato alla presidenza della Regione Calabria.

Nel suo intervento Tridico contesta anche la ricostruzione fornita dal presidente sul tema del commissariamento della sanità, sostenendo che non vi sarebbero risultati da rivendicare: «Il governatore della Calabria insulta perché non ha argomenti. Sul commissariamento non ci sono vittorie da rivendicare perché la Corte dei conti ne ha sospeso l'uscita, segnalando criticità procedurali e l'assenza di requisiti previsti dalla legge». Secondo l'esponente del M5s, Occhiuto avrebbe inoltre omesso alcuni passaggi relativi alle pre-intese sull'autonomia differenziata, arrivando poi a negare qualsiasi scambio politico.

Tridico insiste anche sulla necessità di rappresentare correttamente quanto sta accadendo sul piano amministrativo: «C'è un'uscita sbandierata come “storica” e appesa a un controllo di legittimità ancora aperto. Chiamare "intoppo burocratico" un rilievo della magistratura contabile non è comunicare ai calabresi ciò che realmente sta accadendo ma mistificare la realtà».

Da qui la lettura politica della reazione del presidente della Regione. «Non avendo argomenti, non sapendo cosa rispondere nel merito, Occhiuto sceglie la scorciatoia dell'insulto», sostiene Tridico, secondo cui la risposta del governatore sarebbe la dimostrazione dell'efficacia dell'azione svolta dall'opposizione.

«La reazione scomposta di Occhiuto non è inedita, l'abbiamo notata anche in campagna elettorale, ma adesso, per la prima volta dopo anni, in Calabria, c'è un'opposizione viva, unita, capace di incalzare la Giunta sugli atti e sui numeri, fino a costringere il presidente a perdere le staffe in un video. Gli insulti di oggi sono, paradossalmente, il miglior certificato di efficacia del nostro lavoro», afferma.

L'europarlamentare rivendica quindi il lavoro svolto dall'intera coalizione progressista. «Questo merito appartiene a tutti, consiglieri, parlamentari, forze civiche e politiche che studiano le carte invece di subire la propaganda. Non ci faremo intimidire né dal turpiloquio istituzionale né dal tentativo di ridicolizzare chi pone domande. Il controllo democratico non è un favore che si chiede al presidente: è un dovere che la Costituzione ci assegna e che eserciteremo fino in fondo».

Infine, Tridico rivolge un invito diretto a Occhiuto, chiedendogli di riferire in Consiglio regionale anziché affidare il confronto ai social: «A Occhiuto chiediamo una cosa semplice e istituzionale: venga in Consiglio regionale a spiegare ai calabresi i rilievi della Corte dei conti, con gli atti alla mano, e non su Instagram con gli insulti in bocca. I calabresi non aspettano lo champagne da nessuno ma liste d'attesa più corte, reparti con il personale, un Fondo sanitario ripartito secondo i bisogni reali. Su questo lo aspettiamo. Gli “sfigati” e i “presidenti non normali” li lasciamo a lui. E se proprio di fato dovessimo parlare, gli sfortunati siamo noi tutti calabresi, costretti a dover subire un presidente come lui. Noi continuiamo a fare opposizione. Viva e, per sua fortuna, civile», conclude Tridico.

Anna Laura Orrico: «Da Occhiuto violenza verbale ma da lui ci aspettiamo risposte»

«Le gravi osservazioni della Corte dei Conti che boccia l'uscita dalla Calabria dal commissariamento della sanità sono solo un "intoppo". Le opposizioni che chiedono lumi sono degli "sfigati" e devono rimanere "muti". L'inchiesta giudiziaria in cui è coinvolto (e che ci ha fatto tornare alle elezioni) definita come una "stronzata". E della Procura di Cosenza che, leggiamo sulla stampa, chiede la documentazione della convenzione fra Unical e Ospedale dell'Annunziata cosa dirà? Occhiuto per uscire dall'angolo si lascia andare ancora una volta a delle affermazioni indecenti». Lo scrive sui propri canali social la deputata Anna Laura Orrico, coordinatrice calabrese del Movimento 5 stelle.

«Una violenza verbale – continua Orrico – non consona al suo profilo istituzionale. Faccia pace col suo ruolo e dia ai calabresi delle riposte nel merito sulla sanità, sui Lea ancora insufficienti, sulla posizione debitoria delle Asp calabresi, sui fondi non spesi del Pnrr per le Case della salute e gli Ospedali di comunità, le liste d'attesa infinite, invece di spostare l'attenzione su altro e rivendicare la crescita economica della regione. Non era impossibile uscire dall'abisso in cui ci hanno portato gli ultimi decenni di politica calabrese, ultimi decenni segnati quasi sempre da governi della sua parte politica. Quindi presidente quando riferirà in Consiglio regionale invece che in qualche video senza contradditorio?».