Iniziativa AVS davanti all’ospedale: il sindaco di Corigliano-Rossano critica centralizzazione e “Azienda Zero”, la deputata M5S attacca su nomine e PNRR. Pignataro: «Mancano personale e investimenti»
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Orrico, Stasi e Pignataro: presidio all'Annunziata di Cosenza
Un presidio davanti all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza per denunciare lo stato della sanità calabrese e rilanciare la richiesta di una svolta nelle scelte organizzative. L’iniziativa è stata promossa da Alleanza Verdi e Sinistra e si inserisce in una serie di tappe in vari ospedali della regione.
Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha spiegato la sua adesione parlando di un quadro che definisce drammatico: «È un’iniziativa che AVS ha avviato da qualche settimana, un’iniziativa secondo me importante alla quale non si può non aderire. Per lo stato tremendo nel quale versa la sanità regionale, per i provvedimenti che in questi anni non hanno fatto altro che peggiorare la situazione, per la necessità che ha questa terra di risposte concrete ormai da anni». Stasi denuncia quello che definisce un «progressivo smantellamento del servizio pubblico», «mascherato sempre da accentramenti e di altri tipi di provvedimenti».
Il primo cittadino critica in particolare la direzione organizzativa indicata dalla Regione: «C’è bisogno di riprendere un percorso al contrario sull’organizzazione sanitaria che deve essere un’organizzazione di territorio e non un’organizzazione centralizzata». E aggiunge: «La centralizzazione progressiva che il Presidente della Giunta regionale sta continuando in maniera selvaggia direi con azienda zero ed ora con questo progetto di accorpamento tra le ASP e l’azienda ospedaliare non fa altro che garantire semplicemente dei grossi interessi, invece peraltro lontani dal controllo sociale dei cittadini». La linea proposta, per Stasi, è opposta: «Il nostro progetto deve essere quello di riavvicinare la sanità dei territori, potenziare la sanità territoriale sia sotto il profilo clinico che sotto il profilo organizzativo e da qui iniziare a dare risposte».
Al presidio è intervenuta anche la deputata del Movimento 5 Stelle, Anna Laura Orrico, che ha rivendicato la presenza per un tema definito “bene comune”: «Non potevo mancare, anche perché il diritto alla salute e alla sanità pubblica sono un bene comune, un bene di tutti, per cui tutti dobbiamo lottare, soprattutto chi ricopre incarichi istituzionali». Orrico ringrazia AVS e il coordinatore regionale Fernando Pignataro «per avermi voluto invitare», e attacca la gestione degli ultimi anni: «Nonostante gli ormai cinque anni di governo del centrodestra in Calabria, perché questo ce lo dobbiamo dire».
Nel suo intervento, Orrico richiama il tema delle nomine e della governance: «C’è un elemento che la politica continua a sottovalutare, e cioè che all’interno delle nostre strutture sanitarie la politica non deve fare le nomine e chi è dirigente deve amministrare per competenze e deve essere valutato su obiettivi chiari». Poi il passaggio sui fondi: «Ancora non abbiamo contezza di quanti fondi del PNRR destinati al rafforzamento della medicina territoriale e della medicina di prossimità siano stati effettivamente spesi». E la stoccata finale: «Alla fine cosa resta di questi cinque anni di commissariamento e di governo di Occhiuto? Restano 362 milioni di fondi calabresi erogati alle regioni del nord per le prestazioni sanitarie dovute alla forte migrazione sanitaria, resta un debito non ancora calcolato e resta l’inefficienza e la chiusura di quei famosi 18 ospedali sempre chiusi dal centrodestra che non sono stati riaperti».
Il segretario regionale di AVS Fernando Pignataro ha inquadrato la tappa cosentina come simbolica: «Oggi Cosenza, un ospedale importante, probabilmente uno dei più grandi della Calabria, anche qui alti e bassi, luogo di eccellenza per molti aspetti, una disorganizzazione che viene da lontano, ma soprattutto c’è il solito problema che stiamo denunciando dappertutto». E ha indicato le criticità principali: «Manca personale, mancano investimenti e sicuramente non c’è una risposta adeguata alle esigenze e al diritto alla salute dei cittadini calabresi».

