L'Eliquis, in particolare nel dosaggio da 2.5 mg, manca dalle farmacie della Calabria da quasi un mese, all'incirca dal 23 dicembre scorso. Si tratta di un salvavita, un anticoagulante orale prescritto per la prevenzione di ictus cerebrali e di embolie polmonari in pazienti dalle particolari condizioni cliniche. Il dispositivo è indicato come DPC, acronimo della dicitura “Dispensazione per conto”; significa che il prodotto è accessibile solo a quei soggetti per i quali il medico specialista ha approntato l'apposito piano terapeutico.

Le farmacie non possono detenerne una scorta: l'utente deve prenotarlo attraverso la ricetta e solo allora la farmacia può richiederlo al deposito territoriale. Nel meccanismo di approvvigionamento qualcosa deve essersi inceppato. Fonti accreditate riferiscono che il Dipartimento regionale della salute abbia omesso di includere questo farmaco, il cui principio attivo è l'apixaban, tra quelli da finanziare per l'anno 2026, nonostante si tratti di un prodotto di classe A, completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, incluso tra quelli di cui il Dipartimento stesso gestisce l'acquisto centralizzato.

La svista sarebbe venuta a galla solo il 29 dicembre, troppo tardi per garantire la continuità nell'erogazione che si è dunque interrotta, gettando nel panico i circa mille pazienti che in Calabria si curano appunto con l'Eliquis.

Come surrogato, in questa fase, i soggetti a rischio con problemi di coagulazione del sangue stanno utilizzando le iniezioni di eparina. Con notevoli disagi sia perché il farmaco non è completamente gratuito, sia perché costringe i pazienti a sottoporsi ad iniezioni, mentre l'Eliquis si assume per bocca.

Dalla Regione assicurano che già dalla giornata odierna, quella del 13 gennaio, le farmacie saranno rifornite in base alle prenotazioni ricevute. Ma l'utenza aveva ricevuto le medesime rassicurazioni già la settimana scorsa. Speriamo sia la volta buona.