I numeri confermano la riorganizzazione voluta dalla Regione: all’Annunziata concentrazione dei casi complessi e rete integrata con gli spoke
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Con 2.006 nascite registrate nel 2025, il Punto Nascita dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza chiude l’anno attestandosi come il primo in Calabria per numero di parti. Un risultato che conferma l’impatto della riorganizzazione regionale disposta dal commissario ad acta, Roberto Occhiuto, che ha previsto la chiusura del Punto Nascita della Casa di Cura Sacro Cuore e la redistribuzione degli accessi nei tre ospedali spoke della provincia.
Già a fine 2024, durante la revisione della rete materno-infantile, il direttore generale Vitaliano De Salazar aveva rassicurato le famiglie sulla continuità di un’assistenza qualificata nonostante la chiusura della struttura privata. I dati del 2025 certificano la tenuta del sistema e il ruolo centrale dell’hub dell’Annunziata, oggi riferimento regionale per la gestione delle patologie ostetriche e neonatali.
Nel presidio operano équipe specializzate di Ostetricia, Ginecologia e Neonatologia, con la Terapia Intensiva Neonatale attiva 24 ore su 24. L’organizzazione garantisce la presenza continuativa di anestesisti, neonatologi e ostetrici in sala parto, condizione necessaria per intervenire in modo tempestivo nei casi rari ma possibili di emergenza materno-neonatale. Il modello adottato segue le indicazioni nazionali che raccomandano la concentrazione dei casi complessi negli ospedali hub.
L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dal professor Maurizio Guido, ha potenziato gli ambulatori differenziando i percorsi tra gravidanza fisiologica, gravidanza a basso rischio e quella ad alto rischio. In parallelo è operativo un team multidisciplinare dedicato alla diagnosi prenatale e alla medicina fetale, elemento essenziale per la gestione delle situazioni che richiedono monitoraggio avanzato e competenze specifiche.
La rete tra l’hub di Cosenza e gli ospedali spoke della provincia, insieme alle strutture territoriali e ai consultori, ha permesso un’organizzazione più razionale dei percorsi. Gli spoke si concentrano sulle gravidanze fisiologiche, mentre l’hub accoglie i casi complessi, contribuendo a elevare gli standard clinici e garantendo maggiore sicurezza alle pazienti.
La recente riforma nazionale sulla concentrazione dei percorsi ad alta complessità conferma la direzione intrapresa: i centri con maggior volume di attività registrano esiti migliori e maggiore capacità di gestire emergenze e patologie delicate. Il dato delle 2.006 nascite mostra che l’Annunziata sta assumendo pienamente questo ruolo, diventando uno dei cardini del sistema materno-infantile regionale.

