La sanità dell’area Esaro–Pollino torna al centro del dibattito pubblico. Nella mattinata del 7 febbraio 2026, nel cortile antistante l’ex Ospedale “Pasteur” di San Marco Argentano, si è svolta un’assemblea molto partecipata, promossa dal Partito Democratico della Valle dell’Esaro e del Pollino, che ha richiamato amministratori, rappresentanti istituzionali, associazioni, comitati e cittadini.

Un appuntamento che, nonostante la regia del PD, ha assunto un carattere trasversale e unitario, superando le appartenenze di partito. Il diritto alla salute è stato posto come terreno comune, una battaglia dell’intero territorio. La partecipazione, spontanea e numerosa, è arrivata nonostante vento e temperature rigide.

Terranova (PD): “Sanità e scuola devono tornare priorità della politica”

A introdurre i lavori è stato Giuseppe Terranova, dirigente regionale del PD Calabria. L’esponente dem ha chiesto un cambio di rotta netto: «La politica deve concentrarsi su sanità e scuola. Lo Stato non può tagliare su questi pilastri, soprattutto in Calabria, dove il patto costituzionale rischia di essere svuotato».

Terranova ha avanzato una serie di proposte operative, finalizzate a sbloccare risorse, accelerare gli interventi e garantire tempi certi di realizzazione.

Sindaci, medici, comitati: una denuncia corale

All’incontro sono intervenuti i sindaci Mariotti, Russo e De Marco, consiglieri comunali dell’Esaro e del Pollino, il sindaco di Cosenza Franz Caruso, il medico e scrittore Santo Gioffrè, Marisa Valensise del Comitato a difesa della salute, Carlo Guccione e numerosi rappresentanti civici.

Il confronto ha evidenziato ritardi, inadempienze e opere mai realizzate, nonostante finanziamenti già assegnati. Particolare attenzione è stata dedicata agli interventi PNRR, la cui scadenza ultima è fissata al 30 giugno 2026. Il rischio, condiviso da tutti, è la perdita dei fondi e il definitivo collasso dei servizi sanitari nelle aree interne.

L’assemblea chiama in causa Regione, Commissario e ASP Cosenza

Sulla base degli atti amministrativi e delle norme vigenti, l’assemblea impegna formalmente:

Commissario ad Acta per la Sanità

Regione Calabria

ASP di Cosenza (soggetto attuatore)

a completare tutte le opere sanitarie programmate, entro i termini previsti dal PNRR.

In caso contrario, i partecipanti annunciano la volontà di intraprendere iniziative legali e politiche per l’accertamento delle responsabilità.

Le richieste: 9 punti per salvare la sanità dell’Esaro

L’assemblea chiede alla Conferenza dei Sindaci della Valle dell’Esaro di attivarsi immediatamente per ottenere:

1. Utilizzo immediato degli € 8.149.648,89

Fondiper la Casa della Salute di San Marco Argentano (risorse 2015, confermate da Delibera ASP Cosenza n. 1000/2022).

2. Rendicontazione delle somme stanziate

Documentazione completa e verifica degli eventuali utilizzi già effettuati.

3. Stato dell’Ospedale di Comunità di San Marco Argentano

Ricognizione aggiornata delle opere previste da DCA 65/2022 e DCA 197/2023.

4. Mantenimento H24 del Laboratorio Analisi

In coerenza con l’Atto Aziendale ASP del 19 agosto 2025.

5. Cronoprogramma dettagliato per le opere PNRR

Relativo a:

– Casa della Comunità Hub di Roggiano Gravina;

– Casa della Comunità Spoke e Ospedale di Comunità di San Marco Argentano.

6. Aree di elisoccorso operative H24

7. Potenziamento delle Guardie Mediche

Continuità assistenziale nei comuni interni.

8. Rete territoriale efficiente

Modello DM 77/2022.

9. Stop a ulteriori tagli ai servizi sanitari dell’Esaro

Aggiornamento quindicinale ai cittadini

L'assemblea dà mandato alla Conferenza dei Sindaci di aggiornare la popolazione ogni quindici giorni, tramite stampa e canali social, sullo stato delle interlocuzioni e delle opere.

La linea del territorio: “Le opere devono partire, ora”

Il messaggio che arriva dall’Esaro e dal Pollino è chiaro: la difesa della sanità pubblica e della scuola è una responsabilità costituzionale, non un tema di parte.

«Le risorse ci sono, gli atti sono stati adottati, le scadenze sono fissate. Ora servono opere realizzate, servizi attivi e responsabilità chiare. La salute dei cittadini non può più attendere».