Infiltrazioni, incuria e assenza di interventi. Il sogno artistico sul lungofiume è preda di un lunghissimo stop tra silenzi e promesse mancate
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L’ultimo post sulla pagina Facebook dei BoCs Museum risale al 9 ottobre 2023. Si annunciava la mostra dedicata ai 100 anni di Topolino, celebrati da tutti i musei di Cosenza, compreso il BoCsArt.
Come il Planetario, anche i cubi disseminati sul lungofiume, hanno conosciuto una brillante primavera e poi un lunghissimo inverno che non è mai finito. Il problema, spiegò qualche anno fa il consigliere Alimena, stava tutto nei costi per l’efficientamento energetico e in quelli di manutenzione. I materiali naturali e sostenibili scelti per i BoCs non vengono curati da anni e le intemperie li hanno ormai divorati.
Le uniche forme di vita registrate in quell’area risalgono all’anno scorso, quando l’Aghia Sophia Fest organizzò, all’ombra dei BoCs, la sesta edizione del festival a tema “Horror Vacui”. Un titolo fin troppo calzante per la storia di queste strutture, diventate uno dei peccati capitali di Cosenza puniti con l’oblio.
Un anno fa esatto (era il 29 aprile 2025), la consigliera Bianca Rende durante il consiglio comunale, aveva chiesto la preparazione di una manifestazione d’interesse per la gestione dei BoCs. Nell’albo pretorio di questo avviso non c’è mai stata traccia.
Le costruzioni lungo il fiume sono affette dello stesso male che ha gettato il Planetario nel limbo: mancano i soldi per recuperarli, restaurarli e renderli energeticamente efficienti.
I BoCs sembrano belle donne invecchiate male, anche se il barlume del loro fascino passato, in qualche modo, ancora si intravede. Quello che doveva essere un cuore pulsante della città - uno spazio vivo e artistico - oggi è sospeso, quasi immobile, ravvivato solo dal frinire delle cicale.
Le criticità strutturali sono note: le infiltrazioni d’acqua dovute a tubature mai adeguatamente revisionate, hanno compromesso le superfici interne, mentre all’esterno, è stato il tempo - tra pioggia e sole - a fare il resto, accelerando il deterioramento delle superifici.
Quello che è mancato è sicuramente un impianto complessivo di manutenzione costante. E su questo c’è poco da discutere.
Tre anni fa la commissione cultura del Comune di Cosenza aveva annunciato un sopralluogo per verificare le condizioni attuali della struttura e valutare possibili interventi, la visita c’è stata ma nessun intervento è stato effettuato.
Il comitato di piazza Piccola, aveva anche proposto di attuare una sinergia con tutte le associazioni del territorio, le compagnie teatrali della città, le realtà sociali, per ridare vita ai BoCs. Idea mai presa in considerazione.
La questione, a questo punto, è meno estetica e più politica: decidere se i BoCs debbano tornare a essere un presidio culturale, oppure restare una serie di scatole vuote da buttare.




