Affondate le speranze del Capodanno Mediaset, transitato in Sardegna senza colpo ferire, il piano B di Franz Caruso è diventato rapidamente il piano A.

In settimana hanno cominciato a circolare i primi nomi, le prime opzioni e gli inevitabili incroci di agenda per portare sul palco di Cosenza un artista capace di accompagnare la città verso il 2027 e, simbolicamente, di salutare anche la fine della consiliatura Caruso. Della prima consiliatura, tiene a precisare il sindaco quando si tocca l’argomento, con la scaramanzia del caso.

Il nodo, però, resta sempre lo stesso: i soldi.

Al momento si parla di una disponibilità in cassa che si aggirerebbe intorno ai 300mila euro, alla quale potrebbe aggiungersi un contributo chiesto dall’Amministrazione ai commercianti del centro cittadino. Il problema è che i rincari di quest’anno hanno fatto lievitare sensibilmente non solo i cachet degli artisti, ma anche tutto ciò che ruota intorno all’organizzazione di un grande live: palco, service, logistica, sicurezza, transenne, steward, piani di emergenza.

Eppure Cosenza vuole un Capodanno da ricordare. Così, da qualche giorno, la trattativa sembra essersi concentrata soprattutto su un nome al femminile. La triade dei desideri porta i nomi di Emma, Elodie e Annalisa. Tre profili molto diversi, ma tutti capaci di garantire richiamo nazionale, pubblico e repertorio da grande piazza.

Poi c’è l’outsider: Gianna Nannini che due anni fa era stata a un soffio dal palco del concertone bruzio e oggi torna a comparire come un segno del destino. A Cosenza, tra l’altro, la lega anche un filo musicale: Dario Brunori ha scritto con lei e Dimartino, infatti, “Meraviglioso errore”, singolo uscito alla fine di agosto.

Insomma, l’acqua non bolle ancora, ma il pentolone è sul fuoco.

A Palazzo dei Bruzi la discussione resta in una fase preliminare e nessuna delle piste può considerarsi chiusa così come resta lo spiraglio anche per un nome a sorpresa che potrebbe sparigliare le carte.

Ma il calendario corre e i margini per decidere non sono infiniti. Sulla bilancia pesa soprattutto il budget: il Comune dovrà riuscire a mettere insieme risorse sufficienti non solo per il concerto in senso stretto, ma per l’intera macchina organizzativa richiesta da un evento di piazza di queste dimensioni.

E proprio lì, più che sui nomi, si giocherà la partita decisiva.