Il Movimento richiama l’atto approvato a Torino contro gli effetti dell’embargo Usa e chiede una rete istituzionale calabrese: «La salute non può essere ostaggio di sanzioni»
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Un appello che parte da Cariati e mira ad allargarsi a tutta la Calabria: il Movimento Lampare chiede ai Comuni del territorio e ai consiglieri regionali di prendere posizione sulla crisi cubana e sul diritto universale alla salute, seguendo l’esempio di Torino, che – viene ricordato – ha approvato un documento di solidarietà al popolo cubano e di denuncia degli effetti dell’embargo statunitense.
Nel testo, le Lampare richiamano i contenuti dell’atto torinese: la preoccupazione per una crisi energetica e umanitaria che starebbe paralizzando servizi essenziali a Cuba, l’impegno a sollecitare il Governo italiano affinché ribadisca in sede internazionale la contrarietà all’embargo, il riconoscimento del contributo della brigata medica Henry Reeve durante la pandemia, la possibilità di iniziative concrete di aiuto come raccolte di farmaci e beni di prima necessità e la richiesta al Governo di riferire in Parlamento sulla reale situazione dell’isola.
Viene inoltre ricordato che Torino ha conferito la cittadinanza onoraria al dottor Julio Guerra Izquierdo, in rappresentanza della brigata medica cubana che operò in Italia durante l’emergenza Covid-19.
Il movimento sottolinea che anche in Calabria la collaborazione con il personale medico cubano «rappresenta un appiglio di salvezza» in anni segnati da carenze strutturali e da un servizio sanitario fragile, e richiama la “memoria” della solidarietà ricevuta da Cuba nei momenti più difficili per l’Italia.
Da qui la proposta: chiedere al Comune di Cariati di assumere una posizione netta e pubblica, invitando amministrazione e consiglio comunale – maggioranza e opposizione – ad approvare un documento analogo a quello torinese. Nel testo viene citata anche la vicenda sanitaria locale: anni di mobilità passiva, depotenziamenti e l’ospedale di Cariati come simbolo di una battaglia collettiva per il diritto alla cura.
Le Lampare chiedono che il Comune di Cariati, con un atto formale, esprima solidarietà al popolo cubano, denunci gli effetti dell’embargo sui diritti fondamentali, solleciti il Governo italiano nelle sedi internazionali, promuova iniziative concrete di aiuto e riconosca il valore della cooperazione sanitaria internazionale.
L’appello viene poi esteso a tutti i Comuni del basso Ionio cosentino, della Sila Greca, dell’alto crotonese, dell’intera provincia di Cosenza e della Calabria, con l’obiettivo di costruire una rete istituzionale che affermi un principio definito “semplice e universale”: «la salute non può essere ostaggio di sanzioni, crisi geopolitiche o abbandono istituzionale».
Infine, l’invito è rivolto anche ai parlamentari calabresi e alla Regione: il Movimento chiede al presidente e ai consiglieri regionali sensibili al tema di portare la questione in Consiglio regionale, promuovendo una posizione chiara e un sostegno concreto al popolo cubano.

