Il tema della sicurezza urbana torna al centro del confronto istituzionale tra Comuni e Governo, con i sindaci dei capoluoghi chiamati a costruire una proposta condivisa per rispondere alle crescenti richieste dei cittadini. È in questo quadro che si inserisce la partecipazione del sindaco di Cosenza Franz Caruso alla Consulta ANCI dei Comuni capoluogo di provincia, riunitasi ieri a Roma.

L’incontro, convocato sul tema «Un nuovo Patto nazionale per il diritto alla sicurezza dei cittadini e la vivibilità delle città italiane», ha segnato l’avvio formale di un percorso finalizzato alla definizione di una proposta strutturata da sottoporre al Governo e al Ministero dell’Interno. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di ANCI, Gaetano Manfredi, e il delegato ANCI alla sicurezza Vito Leccese.

Nel corso del confronto sono emerse alcune priorità comuni ai capoluoghi italiani. Tra queste, l’istituzione di un Fondo unico nazionale per la sicurezza delle città, il rafforzamento degli organici della Polizia locale e delle forze dell’ordine e una maggiore presenza sul territorio, soprattutto nelle ore notturne. L’obiettivo condiviso è garantire almeno una volante o radiomobile ogni 25.000 abitanti, misura che richiederebbe uno stanziamento complessivo stimato in almeno 500 milioni di euro.

Nel suo intervento, Franz Caruso ha ribadito il ruolo cruciale delle amministrazioni locali nel rapporto diretto con i cittadini: «La sicurezza dei cittadini è una responsabilità primaria dello Stato, ma i Sindaci, in quanto rappresentanti diretti delle comunità, sono quotidianamente il punto di riferimento delle preoccupazioni e delle richieste dei cittadini, pur non avendo competenze dirette in materia di sicurezza pubblica».

Il sindaco di Cosenza ha inoltre posto l’accento sui costi crescenti che gravano sui Comuni, in particolare sui capoluoghi di provincia, chiamati a fronteggiare emergenze sociali, marginalità e gestione dei servizi urbani con risorse sempre più limitate. «Nonostante organici ridotti ai minimi termini e i continui tagli ai trasferimenti – ha sottolineato – le amministrazioni locali continuano a fare la propria parte, investendo anche in strumenti come la videosorveglianza, che potrebbe rappresentare un deterrente e che, però, è un supporto fondamentale per l’individuazione dei responsabili di azioni delittuose».

Caruso ha richiamato anche gli effetti del blocco del turn over introdotto dalla riforma Madia, che ha fortemente limitato le possibilità di assunzione nella Polizia municipale: «Servono risorse per rafforzare gli organici e una normativa che consenta alla Polizia locale di operare con strumenti adeguati di deterrenza, intervento e tutela personale».

Nel dibattito sono stati affrontati anche temi più ampi, come la prevenzione culturale, in particolare nei confronti dei giovani, spesso in contesti privi di un adeguato supporto familiare, e la regolamentazione dei flussi migratori in relazione ai fenomeni di microcriminalità urbana. Centrale è apparsa, inoltre, la difficoltà per molti Comuni di garantire il servizio notturno, fascia oraria nella quale si concentrano numerosi episodi di microcriminalità, a causa della carenza di risorse economiche e di personale.

A chiusura dei lavori, il primo cittadino ha evidenziato il valore politico e istituzionale dell’iniziativa: «L’incontro di Roma rappresenta un primo passo importante verso una strategia strutturale e di lungo periodo, capace di rispondere alle legittime richieste di sicurezza dei cittadini e di chiarire in modo definitivo ruoli e responsabilità tra Stato e autonomie locali, nel segno della leale collaborazione istituzionale».