Una strada del centro storico di Cosenza porterà il nome di Giulio Palma, figura centrale nella storia educativa e civile della città. Lunedì 18 maggio, alle 18, sarà ufficialmente intitolata allo storico Rettore del Convitto Nazionale “Bernardino Telesio” la strada già denominata via del Liceo.

La cerimonia è stata voluta dal sindaco Franz Caruso e dall’Amministrazione comunale, che hanno accolto la proposta dell’Associazione Ex Convittori, di Aldo Trecroci, in seguito anch’egli rettore del Convitto, e dell’ex preside del Liceo Classico Antonio Iaconianni. Proprio al Liceo Telesio, Giulio Palma aveva insegnato Storia dell’arte, lasciando un segno profondo nella formazione di molte generazioni di studenti.

Via del Liceo intitolata a Giulio Palma

Alla cerimonia parteciperanno il sindaco Franz Caruso, i figli di Giulio Palma, Francesco, Antonio e Paolo, quest’ultimo già parlamentare della Repubblica, insieme agli altri familiari del compianto Rettore, scomparso nel 2012.

Saranno presenti anche Aldo Trecroci, consigliere delegato all’Istruzione del sindaco Caruso, Rettore del Convitto dal 2017 al 2019, e Francesco Turco, presidente della Commissione consiliare Urbanistica, che segue abitualmente le pratiche di intitolazione.

Trecroci, nel 2018, si era adoperato per riorganizzare la Biblioteca del Convitto, precedentemente smantellata, intitolandola proprio a Giulio Palma. Ora arriva anche l’intitolazione di una strada del centro storico, in un luogo simbolicamente legato alla scuola, alla formazione e alla memoria cittadina.

Caruso: «Tributo a un educatore d’altri tempi»

Il sindaco Franz Caruso sottolinea il valore civile e culturale dell’intitolazione, definendola un riconoscimento dovuto a una figura che ha inciso profondamente nella vita della città.

«L’intitolazione a Giulio Palma della storica via del Liceo – afferma Caruso – è il doveroso tributo ad un educatore d’altri tempi che ha formato intere generazioni di giovani per i quali ha rappresentato un significativo punto di riferimento, sì rigoroso, ma da cui sono scaturiti insegnamenti, dispensati a piene mani, che hanno inciso profondamente sulla loro crescita e sullo sviluppo della loro personalità».

Per il primo cittadino, Palma appartiene a quella categoria di personalità che hanno contribuito alla costruzione morale e culturale della comunità, ma che non sempre vengono ricordate con la dovuta attenzione.

«Ci sono figure nella storia della nostra città che non sempre vengono ricordate adeguatamente e che, invece, per quello che hanno costruito, nel corso della loro specchiata esistenza, meritano di essere additate ad esempio a futura memoria», aggiunge Caruso.

«Dirittura morale e cultura patrimonio della comunità»

Il sindaco richiama anche il valore dell’impegno pubblico di Giulio Palma, educatore, docente, Rettore e uomo politico.

«Giulio Palma è senz’altro una di queste e il contributo e l’impegno che ha offerto nella sua attività di educatore, docente, Rettore del Convitto “B. Telesio”, ma anche di politico, lo elevano a simbolo di un tempo sì passato, ma i cui capisaldi egli ha incarnato nel migliore dei modi, forte di una dirittura morale e di una cultura che vanno custodite come assoluto patrimonio di un’intera comunità».

L’intitolazione assume così il significato di un gesto di memoria, ma anche di riconoscimento pubblico verso un modello educativo fondato su rigore, responsabilità e senso del dovere.

Chi era Giulio Palma

Giulio Palma nacque nel 1918 a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento. Dopo gli studi superiori a Palermo, si iscrisse alla Facoltà di Lettere moderne dell’Università di Roma, frequentata per i primi due anni dopo il trasferimento della famiglia a Tivoli. Completò poi gli studi a Palermo, dove si laureò nel 1941.

Le sue prime esperienze come istitutore nei Convitti Nazionali risalgono proprio agli anni di Tivoli e Palermo. Durante il servizio militare alla Scuola Allievi Ufficiali di Tortona-Ovada, dopo la laurea, strinse amicizia con due commilitoni destinati a diventare figure note della storia italiana: Oscar Luigi Scalfaro, futuro Presidente della Repubblica, e l’attore calabrese Raf Vallone.

Richiamato in servizio nel 1943 a Vittoria, in Sicilia, fu insignito della Croce al Merito di Guerra. Negli stessi giorni dello sbarco anglo-americano nella Sicilia orientale, scampò alla decimazione del proprio reggimento solo perché in licenza per partecipare alla funzione religiosa nel primo anniversario della morte del fratello Francesco, caduto ad El-Alamein il 9 luglio 1942.

Il legame con Cosenza e il Convitto Telesio

Finita la guerra, dopo un breve periodo di insegnamento al Liceo-Ginnasio “Empedocle” di Agrigento, Giulio Palma conobbe la professoressa cosentina Nina Stancati, che sposò nell’aprile del 1947. Da quel momento si trasferì definitivamente a Cosenza, che divenne la sua città di adozione.

Gli studi compiuti e le esperienze maturate come educatore e insegnante lo portarono a dedicarsi alla formazione dei giovani. Fu Vice-Rettore del Convitto Nazionale “Bernardino Telesio” e poi Rettore, dopo brevi periodi di dirigenza nei Convitti di Cagliari, Torino e Reggio Calabria.

Al Convitto legò la sua vita e i suoi interessi, contribuendo alla crescita di una istituzione che ha avuto un ruolo educativo, culturale e sociale fondamentale per generazioni di studenti, soprattutto calabresi.

Gli ex allievi lo ricordano come un educatore severo, ma capace di lasciare insegnamenti profondi. Un rigore che molti, nel tempo, hanno riconosciuto come parte decisiva del proprio percorso di formazione.

L’impegno nella scuola e nella vita pubblica

Palma dedicò energie significative anche alla valorizzazione dello storico edificio del Convitto, promuovendo la prima importante ristrutturazione realizzata nei primi anni Settanta. Per quell’impegno ricevette un encomio dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Per molti anni insegnò Storia dell’arte al Liceo Classico “Bernardino Telesio” di Cosenza. Tra il 1959 e il 1966 partecipò al Consiglio scolastico provinciale su nomina del Ministro della Pubblica Istruzione. Fece inoltre parte dei Consigli di amministrazione dell’Istituto Tecnico Femminile “Nitti” e dell’Istituto Tecnico “Monaco” di Cosenza.

Dal 1951 al 1968 svolse anche il ruolo di Commissario provinciale della “Gioventù Italiana”, ente pubblico facente capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Accanto all’attività educativa, Giulio Palma coltivò anche l’impegno politico, vissuto come missione. Subito dopo la guerra fondò nel suo paese natale la Democrazia Cristiana, partito nel quale continuò a militare anche dopo il trasferimento a Cosenza. Fu vice segretario provinciale della Dc cosentina tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta e, in quella veste, accolse il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi durante la visita in Sila del novembre 1949.

Negli anni Sessanta fu responsabile provinciale del settore Scuola della Dc e successivamente componente della segreteria regionale del partito. Dopo la fine dei partiti tradizionali, aderì al Partito Popolare e si riconobbe nell’esperienza dell’Ulivo.

Giulio Palma morì a Cosenza il 25 settembre 2012. L’intitolazione di via del Liceo ne restituisce oggi la memoria alla città, nel luogo che più di altri richiama la sua missione educativa e il suo legame con generazioni di studenti cosentini.