Il docente dell’Università della Calabria guiderà, insieme al presidente del gruppo internazionale, lo sviluppo della nuova versione dello standard utilizzato per rendere interoperabili le simulazioni delle missioni spaziali. Un lavoro nato anche dalla collaborazione con il Johnson Space Center e oggi inserito nel programma Artemis
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Un altro pezzo di Calabria entra nella nuova corsa allo spazio. Alfredo Garro, docente dell’Università della Calabria, è stato eletto Vice Chair dello SpaceFOM 2.0 Product Development Group, il gruppo internazionale chiamato a sviluppare la nuova versione dello standard utilizzato per l’interoperabilità e la simulazione dei sistemi spaziali.
L’elezione è arrivata nel corso del kick-off meeting del nuovo PDG e dà continuità a un percorso scientifico che per Garro dura ormai da anni. Il docente Unical aveva infatti già ricoperto per lungo tempo il ruolo di vicepresidente nei gruppi che hanno portato alla definizione e allo sviluppo di SpaceFOM 1.0.
Una “lingua comune” per simulare le missioni spaziali
SpaceFOM, acronimo di Space Reference Federation Object Model, può essere descritto come una sorta di lingua comune che consente a sistemi e simulatori diversi di dialogare tra loro.
In una missione spaziale, infatti, razzi, capsule, lander, satelliti, rover e sistemi di bordo vengono sviluppati da soggetti differenti e spesso in Paesi diversi. Lo standard permette di integrarli nelle simulazioni distribuite e di verificare in anticipo il comportamento dei vari elementi quando dovranno operare insieme.
È proprio questo il terreno sul quale da anni lavora il gruppo di ricerca dell’Università della Calabria.
Garro, professore associato nell’area dei sistemi informatici e della modellazione, è stato anche visiting scientist al Johnson Space Center della NASA, nella divisione Software, Robotics and Simulation. Da quella esperienza è nata una collaborazione che ha contribuito allo sviluppo di SpaceFOM insieme a ricercatori NASA e ad altri partner internazionali.
Già nel 2021 Cosenza Channel aveva raccontato il ruolo dell’Unical nello sviluppo dello standard poi adottato nell’ambito del programma Artemis; negli anni successivi il contributo dell’ateneo calabrese si è consolidato ulteriormente.
SpaceFOM dentro il programma Artemis
Il nuovo incarico arriva in una fase particolarmente delicata del programma Artemis.
La NASA ha programmato per il 2027 Artemis III, una missione con equipaggio in orbita terrestre destinata a testare le operazioni di rendez-vous e docking tra la capsula Orion e i lander commerciali sviluppati da SpaceX e Blue Origin. Tra i quattro astronauti ci sarà anche Luca Parmitano, pilota della missione.
L’obiettivo è preparare il terreno per Artemis IV, con cui la NASA punta al ritorno degli astronauti sulla superficie lunare nel 2028.
Ed è proprio in questo scenario che gli standard di interoperabilità assumono un ruolo sempre più importante: prima di portare nello spazio sistemi complessi sviluppati da organizzazioni differenti, bisogna essere in grado di simularne l’interazione, testare procedure e individuare eventuali criticità.
«Un riconoscimento anche per Calabria e Unical»
Garro lega il nuovo incarico non soltanto al proprio percorso personale.
«È un incarico che dà continuità al lavoro svolto negli anni precedenti e che assume un significato particolare nella nuova fase dell’esplorazione spaziale», sottolinea.
Per il docente si tratta del riconoscimento di un lavoro portato avanti all’interno di «una comunità scientifica internazionale di assoluto rilievo», ma anche della dimostrazione di come attività di ricerca sviluppate in Calabria possano contribuire direttamente a programmi tecnologici di dimensione globale.
«Credo sia un risultato importante non solo sul piano personale e scientifico, ma anche per l’Italia, per la Calabria e per l’Università della Calabria: testimonia come competenze e attività di ricerca sviluppate nel nostro territorio possano contribuire direttamente a iniziative internazionali di così alto profilo».
Da Arcavacata alle simulazioni delle future missioni Artemis, dunque, il filo continua a essere lo stesso. Con una nuova responsabilità internazionale e una nuova versione di SpaceFOM da costruire.
E con quel motto che Garro sceglie ancora una volta per accompagnare il risultato: per aspera ad astra.

