Un nuovo strumento sviluppato da Cnr, Enea e Ispra misura i danni economici e ambientali provocati dall'arretramento delle coste. Il primo test in Italia è stato condotto nel Cosentino: per ripristinare le spiagge servirebbero 12,5 milioni di euro
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In Italia, negli ultimi 50 anni, sono andati persi circa 40 milioni di metri quadrati di spiagge, sempre più esposte all'innalzamento del livello del mare ed eventi meteorologici estremi. Per contrastare il fenomeno, è stato ora messo a punto un nuovo strumento in grado di stimare gli impatti economici e ambientali dell'erosione costiera, da un gruppo di ricercatori italiani di Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, Enea e Ispra. Chiamato CoDeC (Calcolo del Degrado Costiero), il metodo è stato testato per la prima volta in Calabria nel comune di San Lucido, e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Land.
L'obiettivo è aiutare tecnici e amministrazioni nella pianificazione degli interventi. A San Lucido, l'erosione rappresenta da decenni una minaccia per gli ecosistemi, l'economia turistica e le infrastrutture presenti, in particolare la linea ferroviaria costruita su strette terrazze costiere. Per proteggere questo tratto sono state realizzate opere di difesa costiera, che però hanno solo trasferito l'erosione alle aree vicine, finendo per aumentare la vulnerabilità. Dall'analisi delle foto aeree storiche e dei dati satellitari, i ricercatori coordinati da Emiliana Valentini del Cnr-Isp hanno infatti calcolato una riduzione di oltre il 60% della superficie emersa in circa 70 anni, dal 1954 al 2018. Sulla base di questi dati, ai quali si aggiungono il monitoraggio in tempo reale e l'uso dell'Intelligenza Artificiale, il CoDeC ha stimato un costo di circa 12,5 milioni di euro per il ripascimento delle spiagge, un approccio di ingegneria ambientale "soft” che consiste nel riportare sul posto la sabbia. In questo caso, l'intervento richiederebbe 540mila metri cubi di sabbia. Per la manutenzione, invece, servirebbero circa 300mila euro e 20mila metri cubi di sabbia all'anno.

