Buone condizioni meteo per l’osservazione del fenomeno legato ad antiche leggende indiane
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La Luna piena del Lupo, primo plenilunio del 2026, sarà visibile sabato 3 gennaio anche nei cieli della Calabria, offrendo uno spettacolo suggestivo soprattutto nelle ore serali. Il momento astronomico esatto cade alle 11:03, ma trattandosi di un evento diurno la Luna potrà essere osservata dal tramonto in poi, quando sorgerà sull’orizzonte orientale apparendo piena e luminosa per tutta la notte. In Calabria lo spettacolo sarà ben visibile a partire dalle 17:00 circa, con condizioni ideali lungo le coste tirreniche e ioniche, nei punti panoramici dell’entroterra e nelle aree montane della Sila e dell’Aspromonte, dove l’inquinamento luminoso è ridotto. Anche dai centri urbani, con cielo sereno, basterà guardare verso est per ammirare il disco lunare.
Ma il fascino della Luna del Lupo non è solo astronomico. Il suo nome affonda le radici in antiche leggende europee e nordamericane, nate in un tempo in cui il cielo notturno veniva letto come un racconto simbolico della vita sulla Terra. Gennaio era considerato il mese più duro dell’anno: freddo, fame e buio dominavano le notti, e secondo la tradizione proprio durante il plenilunio si udivano più spesso i lupi ululare nei pressi dei villaggi. Non perché la Luna li rendesse più feroci, ma perché la scarsità di prede li spingeva ad avvicinarsi agli insediamenti umani. L’ululato, amplificato dal silenzio invernale e dalla luce lunare, divenne così il segno sonoro di quel periodo dell’anno.
Nelle culture dei nativi americani, in particolare tra le tribù algonchine, ogni Luna piena prendeva il nome da un elemento naturale dominante. Quella di gennaio era associata al lupo come simbolo di resistenza e sopravvivenza, ma anche di comunità: il lupo affronta l’inverno in branco, incarnando l’idea che solo insieme si superano i momenti più difficili. In Europa, invece, il lupo è stato a lungo una figura ambivalente, temuta e rispettata al tempo stesso, guardiano delle soglie tra il mondo selvaggio e quello umano.
Non mancano le interpretazioni più oscure. Nelle leggende medievali, la Luna piena di gennaio alimentava racconti di licantropi e metamorfosi, frutto di superstizioni e paure ancestrali. La Luna alta nel cielo invernale, grande e luminosa, diventava il catalizzatore dell’immaginazione collettiva, trasformando il plenilunio in un momento carico di mistero.
Oggi sappiamo che la Luna non influenza il comportamento dei lupi né quello degli esseri umani, ma il nome Luna del Lupo è sopravvissuto perché racchiude una memoria culturale profonda. Guardarla significa non solo osservare un fenomeno astronomico, ma entrare in contatto con un racconto antico, fatto di natura, sopravvivenza e simboli. Nei cieli limpidi della Calabria, il 3 gennaio, la Luna del Lupo non sarà soltanto il primo plenilunio dell’anno: sarà un ponte tra scienza e mito, tra ciò che sappiamo e ciò che, da secoli, continuiamo a raccontare guardando il cielo.

