Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza si è presentata negli uffici comunali per acquisire gli atti relativi al Planetario: fascicoli, determine, delibere e altra documentazione amministrativa utile a ricostruire quanto accaduto negli anni trascorsi dalla chiusura.

L’attività si inserisce negli accertamenti della Corte dei Conti, chiamata a verificare se dalla gestione della struttura, dal suo progressivo deterioramento e soprattutto dalla prolungata mancata riapertura possano essere derivati profili di danno erariale.

Un punto, però, va chiarito: al momento non risulta accertato alcun danno erariale né risultano contestate responsabilità personali. Saranno proprio i documenti acquisiti e le successive verifiche a consentire alla magistratura contabile di ricostruire la vicenda e stabilire se vi siano condotte amministrativamente rilevanti.

Una storia di chiusure, vandalismi e promesse di riapertura

L’acquisizione della Guardia di Finanza rappresenta l’ultimo capitolo di una vicenda che Cosenza Channel ha documentato a più riprese negli ultimi anni, seguendo il progressivo deterioramento di una struttura nata con ambizioni completamente diverse.

Il Planetario “Giovan Battista Amico”, inaugurato nel 2019, dispone di una cupola di 15 metri, oltre cento posti e soprattutto dello Starmaster ZMP della Zeiss, sistema di proiezione astronomica indicato tra i più avanzati presenti in Italia. Prima della pandemia aveva iniziato la propria attività con scuole, studenti e appassionati. Poi la chiusura legata al Covid. E da quel momento il Planetario non è più riuscito a tornare stabilmente alla città.

Negli anni successivi c'è stato il progressivo abbandono dell’area con le incursioni dei vandali, che hanno interessato una struttura rimasta sostanzialmente inutilizzata. Nel gennaio 2025, tornando sul caso, si erano verificati almeno due episodi di vandalismo e furti e delle polemiche sulla mancata manutenzione e vigilanza dell’impianto.

Da lì è iniziato anche un lungo scontro politico. L’ex sindaco Mario Occhiuto rivendicò la realizzazione e la piena funzionalità originaria del Planetario, ricordando anche il ruolo avuto da Franco Piperno, che aveva immaginato il progetto già durante l’amministrazione di Giacomo Mancini. L’amministrazione Caruso replicò attraverso il delegato al Patrimonio Antonello Costanzo, sostenendo invece di avere ereditato una struttura già chiusa, con criticità gestionali, manutentive ed economiche.

Nel febbraio 2025 l’opposizione tornò all’attacco denunciando lo stato della struttura e chiedendo direttamente al sindaco Franz Caruso di intervenire. Pochi mesi dopo, a giugno, una nuova presa di posizione contestò la mancata partenza degli interventi annunciati per il ripristino, la sicurezza e la videosorveglianza.

La svolta operativa è arrivata soltanto all’inizio del 2026. Il 2 marzo Cosenza Channel è entrato nel Planetario durante le operazioni di pulizia, documentando una situazione molto compromessa: piccoli incendi, graffiti, danneggiamenti e soprattutto le incognite sulle condizioni del sistema di proiezione. È in quella fase che è emersa una prima valutazione particolarmente pesante: la riparazione della lente del proiettore centrale Zeiss potrebbe arrivare a circa un milione e mezzo di euro, cifra tuttavia ancora da verificare attraverso l’intervento dei tecnici specializzati della casa produttrice.

Pochi giorni dopo lo scontro politico si è riacceso. La minoranza ha accusato l’amministrazione di aver lasciato deteriorare un patrimonio pubblico di grande valore; i gruppi di maggioranza hanno replicato sostenendo che le criticità fossero in larga parte precedenti all’insediamento di Caruso e annunciando sopralluoghi, pulizia dell’area e verifiche tecniche con Zeiss finalizzate alla riattivazione del Planetario.

Il paradosso mostrava una struttura dotata di apparecchiature di alto livello ma chiusa da anni, con vegetazione cresciuta intorno all’edificio, segni di deterioramento e una strumentazione ottica danneggiata dai vandalismi.

È dentro questa storia che assume un peso diverso l’acquisizione degli atti avvenuta adesso a Palazzo dei Bruzi. La Corte dei Conti potrà infatti ricostruire non soltanto le condizioni attuali del Planetario, ma l’intera sequenza amministrativa: la chiusura, la mancata riapertura dopo la pandemia, la custodia della struttura, gli eventuali interventi di manutenzione, i danneggiamenti, le risorse disponibili e le decisioni assunte — o non assunte — nel corso degli anni.