La diagnosi cinque mesi fa, il ricovero a Catanzaro e una lunga battaglia contro la malattia. Le cure stanno dando risultati incoraggianti, ma la famiglia deve affrontare anche le difficoltà degli spostamenti. La nonna Tiziana lancia un appello: «Abbiamo bisogno di un'auto disponibile per gli spostamenti 24 ore su 24»
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È il 24 giugno scorso quando i medici dell’Ematologia Pediatrica di Catanzaro comunicano alla famiglia di Linda (nome di fantasia, ndr) che la piccola è affetta da leucemia linfoblastica acuta. Parole che tagliano l’anima come un’ascia. La sua mamma si sente sprofondare nell’abisso. Poi si asciuga le lacrime e si rimbocca le maniche, perché i medici le hanno spiegato che una diagnosi non è una condanna e che oggi la medicina ha fatto passi da gigante.
In effetti, già dopo le prime infusioni di chemioterapia, la bimba sembra stare meglio, nonostante le cure siano pesantissime. Ma un altro problema comincia a minare il loro equilibrio: la famiglia di Linda, che risiede a Scalea, non dispone di un’auto e gli spostamenti per le cure diventano difficili e costosi.
Ed è per questo che la nonna Tiziana ha chiesto aiuto al nostro network: «Aiutateci, chiediamo solo un mezzo che ci consenta di spostare la piccola per le cure in qualsiasi momento».
La terribile diagnosi e le cure
Per Linda tutto è cominciato con sintomi che, inizialmente, sono stati scambiati per varicella. Poi, ad allarmare i suoi cari, è stata la comparsa di lividi ed ecchimosi ingiustificati sulle gambe, unitamente a un profondo malessere. Il 23 giugno la piccola è stata trasferita all’ospedale Dulbecco di Catanzaro, dove, purtroppo, meno di 24 ore più tardi è arrivata la terribile diagnosi.
Da allora sono passati cinque mesi e oggi, fortunatamente, arriva una notizia che restituisce un po’ di luce: le cure stanno dando risposte positive e il percorso terapeutico procede bene. Ma la strada è ancora lunga e richiede attenzione, costanza e controlli continui.
Pesa la mancanza di un’auto per gli spostamenti
Eppure, mentre la famiglia cerca di concentrarsi esclusivamente sulla salute della bambina, c’è un altro problema che rischia di complicare ulteriormente una situazione già estremamente delicata: quello degli spostamenti tra Scalea e Catanzaro – circa 200 km – e viceversa.
La famiglia, infatti, non dispone di un’automobile. La mamma ha cresciuto da sola Linda e la sorellina, con l’aiuto dei suoi cari e soprattutto della mamma Tiziana, nonna della piccola. Nel tempo, si è separata da loro solo per svolgere il proprio lavoro di addetta alle pulizie domestiche e garantire alle sue due figlie una vita dignitosa.
Ma negli ultimi tempi, a causa dell’inflazione, dell’aumento del costo del carburante e della crisi economica, insieme a tutte le difficoltà che stanno mettendo in ginocchio le famiglie italiane, la donna non è riuscita ad acquistare un’auto, neppure usata.
Così, per accompagnare la bambina negli ospedali e alle visite di controllo, inizialmente ha chiesto aiuto ad amici e conoscenti, ma conciliare ogni volta gli orari di lavoro e gli impegni di tutti è un’impresa. La donna si è quindi rivolta ai rivenditori per noleggiarne una, ma il costo giornaliero oscilla tra i 30 e i 35 euro. Un costo insostenibile, considerato che i ricoveri possono durare a lungo.
La voce rotta di Tiziana
A raccontare questa situazione è Tiziana, la nonna della piccola, che ha deciso di affidare al nostro network il proprio grido di dolore, trasformandolo in un appello alla solidarietà.
«Spero solo che ne usciremo da questa situazione. Non so come mi sento», racconta con la voce spezzata dall'emozione. Tiziana confida che, prima di rivolgersi a noi, ci ha pensato a lungo, per pudore e per «vergogna», dice lei. Ma noi l’abbiamo rassicurata, spiegandole che nel suo appello non c’è proprio nulla di cui vergognarsi e che le comunità hanno il compito di abbracciare situazioni come la sua, soprattutto laddove lo Stato latita.
L’unica forma di sostegno pubblico fin qui ottenuta, ci spiega Tiziana, è un piccolo contributo economico una tantum elargito dal Comune di Scalea nel mese di agosto. Un aiuto nobilissimo, che però si è esaurito nel giro di qualche giorno. Mentre il servizio di “taxi sociale”, inaugurato qualche settimana fa e promosso dal Gal Riviera dei Cedri, prevede soltanto il trasporto di persone maggiorenni. Così le è stato riferito.
L’accorato appello
Da qui la decisione di lanciare un appello pubblico, nella speranza che qualcuno possa tendere una mano. «Chiediamo un'auto disponibile, un’auto che ci accompagni da qui a Catanzaro e da Catanzaro a Scalea. Perché la bambina deve fare avanti e indietro. Anche per un'iniezione o un raffreddore, noi dobbiamo correre in ospedale. Dobbiamo avere una macchina a disposizione 24 ore su 24», è la richiesta della nonna.
Tiziana e la sua famiglia non chiedono privilegi, ma uno strumento indispensabile per affrontare con maggiore serenità le necessità di una bambina che sta combattendo la sua battaglia più difficile.
L'appello è rivolto a cittadini, associazioni, imprenditori e istituzioni: chiunque abbia la possibilità di mettere a disposizione un'automobile o garantire un servizio di trasporto continuativo può contribuire concretamente ad alleggerire il peso che grava su questa famiglia, affinché Linda possa continuare a ricevere le cure di cui ha bisogno e tornare a giocare spensierata, come tutti i suoi coeranei, il prima possibile.

