Cronaca

Operazione antidroga nella Sibaritide, 9 arresti. Il filo diretto con Reggio Calabria [NOMI]

Eseguita questa mattina l’ordinanza cautelare nei confronti di 9 indagati sospettati di spaccio di sostanze stupefacenti continuato in concorso. La base era il “Vecchio Mulino”. Al centro dell’indagine c’è Luigi Praino che secondo i militari faceva arrivare la droga dalla provincia di Reggio Calabria.

Nella mattinata odierna i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Corigliano Calabro a seguito di attività di indagine diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari – diretta dal procuratore capo Eugenio Facciolla – hanno dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Castrovillari in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di Luigi Pranno (1963, residente a Trebisacce), Giovanni Guidi (1970, residente a Corigliano Calabro), Nabil Arabi (1983, originario del Marocco ma domiciliato a Corigliano Calabro e attualmente irreperibile), tutti e tre in carcere; Biagio Casella (1972, residente a Cassano all’Jonio), Mohamed Nassir (1984, domiciliato a Corigliano Calabro), Simone Cimino (1980, residente a Corigliano Calabro), tutti e tre ai domiciliari; Nikola Liskova (1972, originario della Repubblica Ceca, ma residente a Trebisacce), Alfonso Fiorito (1982, residente a Corigliano Calabro), Alfonso Scarcella (1990, residente a Corigliano Calabro), tutti a tre destinatari dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

“OLD MILL”. Gli indagati raggiunti dalla misura cautelare sono sospettati di spaccio di sostanze stupefacenti continuato in concorso. L’inchiesta, denominata “Old Mill”, trae origine dalle denunce presentate nel settembre 2014 da due cittadini di Trebisacce, per i reati di lesione personale e tentata estorsione nei confronti dell’indagato Luigi Pranno, ed ha permesso di individuare l’esistenza di una fitta rete di spaccio di cocaina in Trebisacce e nella Sibaritide.

Gli elementi raccolti su Praino ed altri soggetti, hanno permesso l’inizio di attività tecniche. Nello specifico le operazioni avrebbero consentito di monitorare gli incontri tra i vari correi di Praino, avvenuti principalmente nell’agriturismo “il Vecchio Mulino”, attività commerciale del principale indagato e dalla cui traduzione in inglese l’indagine prende il nome, risultata preziosa copertura rispetto alle attività illecite che si sarebbero perpetrate all’interno. Praino – secondo i militari dell’Arma – si avvaleva della collaborazione della convivente Nikola Liskova.

Gli indagati sarebbero quasi riusciti a monopolizzare l’attività spaccio nell’area ionica tra Trebisacce e Corigliano, anche attraverso i territori di Villapiana e Cassano all’Ionio. Durante l’attività sarebbe emerso il frequente ricorso ad un linguaggio criptico in cui gli stupefacenti venivano appellati “alberi”, “camicette”, “moto”, “neve” ecc., sovente in riferimento all’occultamento, taglio, confezionamento, trasporto e cessione della sostanza.

Le telecamere installate in prossimità dell’agriturismo “il Vecchio Mulino” hanno permesso di registrarne i movimenti interni, ove gli “acquirenti” facevano ingresso generalmente tramite un’entrata secondaria. Nell’Agriturismo lo stupefacente sarebbe stato occultato in diversi luoghi, persino sotto tegole e tettoie, autovetture o cespugli.

La droga commercializzata da Praino proveniva – riferiscono i carabinieri in una nota stampa – anche dalla provincia di Reggio Calabria, così come appurato in corso d’indagine con l’arresto di due soggetti provenienti dalla locride. Tra i principali ed attivi collaboratori di Praino vi sono gli indagati Giovanni Guidi e Simone Cimino, i quali con frequenza settimanale si recavano presso il citato agriturismo per prelevare ingenti quantitativi di cocaina. Alla vendita ed al taglio dello stupefacente, avrebbero provveduto anche due cittadini marocchini, Nabil Arabi e Mohamed Nasser, e di Simone Cimino, i quali pure avrebbero prelevato lo stupefacente direttamente al “vecchio Mulino”.

Giovanni Guidi, oggi ed all’epoca dei fatti sottoposto agli arresti domiciliari, avrebbe gestito la sua attività di spaccio attraverso la collaborazione di Alfonso Scarcella e Alfonso Fiorito. Entrambi avrebbero avuto l’incarico di prelevare lo stupefacente da Praino. Nel corso delle attività investigative si sarebbe accertato che Guidi avrebbe acquistato dello stupefacente da Praino, ed a riscontro di ciò presso il condominio del primo è stato rinvenuto un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina (300 grammi) nonché la somma contante di 11mila euro. Le indagini sono state concluse nel mese di maggio 2015, complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 650 grammi di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” e la somma contante di 40mila euro. Sono stati denunciati, inoltre, altri 10 soggetti non destinatari di provvedimenti cautelari per il coinvolgimento a vario titolo nei reati ascritti nell’ordinanza. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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