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DIRTY SOCCER | Chiesta la condanna dell’ex allenatore del Sambiase

DIRTY SOCCER | Chiesta la condanna dell’ex allenatore del Sambiase

Secondo la Dda di Catanzaro, l’attuale allenatore della Luzzese, Riccardo Petrucci, nella stagione 2014/2015, quando era sulla panchina del Sabbiasse, avrebbe tentato di alterare alcuni risultati del campionato di Eccellenza per trarne un profitto diretto, ovvero quello di favorire la sua squadra. 

L’accusa di tentata frode sportiva riguarda anche l’incontro tra il Castrovillari e lo Scalea, circostanza nella quale secondo il pm Elio Romano l’allenatore insieme a Pietro Iannazzo e Alessio Galantucci avrebbero offerto o promesso denaro all’attaccante affinché i lupi del Pollino uscissero sconfitti dall’incontro contro i tirrenici. Partita vinta sul campo col risultato di 3-0 dallo Scalea.

I tre capi d’imputazione vedono coinvolti anche Salvatore Maurizio Calidonna, Antonio Mazzei e Francesco Piemontese.

Nello specifico, la Dda di Catanzaro ritiene Petrucci, insieme a Pietro Iannazzo, e altri tre indagati, abbiano costituito un’associazione criminale per salvare il Sambiase dalla retrocessione. Lo avrebbero fatto tentando il sistema della corruzione di calciatori e dirigenti e anche attraverso le minacce. Tutte modalità aggravate dall’articolo sette, ovvero dal metodo mafioso riconducibile alla famiglia di ‘ndrangheta dei Iannazzo di Lamezia Terme.

Sul punto, tuttavia, gli avvocati difensori annunciano battaglia perché il riconoscimento dell’aggravante del vincolo associativo prevede una serie di elementi che le indagini non hanno fatto in alcun modo emergere.

Il tema della tentata corruzione ai fini sportivi, invece, è il fulcro dell’indagine “Dirty Soccer”. In alcuni casi, sebbene vi siano intercettazioni che all’apparenza potrebbero essere dal contenuto esplicito, in realtà non aggiungono nulla rispetto ai fatti contestati dalla pubblica accusa.

Per tentare di alterare un risultato di un qualsiasi incontro di sport, che sia il calcio o il basket, serve la complicità dei giocatori, che sono i veri protagonisti dello spettacolo calcistico. Ebbene, nelle intenzioni potrebbe sembrare che gli indagati abbiano fatto di tutto per indirizzare la gara in un modo, ma alla fine i risultati sono finiti nella direzione opposta. Il punto è il seguente: gli indagati, utilizzando un gergo calcistico “rozzo”, millantavano tra di loro oppure sono riusciti quantomeno ad entrare in contatto con coloro i quali dovevano essere complici della frode sportiva?

Le intercettazioni telefoniche, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, sono un punto fermo dell’indagine “Dirty Soccer”. Ma il principio del processo penale, secondo il quale è l’accusa a dover dimostrare la colpevolezza degli imputati, è differente dal processo sportivo, dove chi è accusato deve portare in aula le prove delle sua non colpevolezza. Non a caso, le sentenze sportive di “Dirty Soccer”, in alcuni casi ribaltano completamente l’assunto accusatorio della Dda. Le accuse di frode sportiva sono state mutate in omessa denuncia: il tesserato Figc, venuto a conoscenza del tentativo o della consumazione del reato di illecito sportivo, è obbligato a denunciare i fatti alla procura federale. 

Tornando a Petrucci, il pubblico ministero Elio Romano nel corso dell’udienza svoltasi ieri col rito abbreviato davanti al gup Distrettuale di Catanzaro, ha chiesto una condanna a 2 anni di reclusione. 

Al fine di avere un quadro complessivo sulle accuse mosse all’allenatore e agli altri indagati circoscritte all’aggravante del metodo mafioso, il gip Distrettuale che firmò l’ordinanza cautelare dopo il decreto di fermo della Dda di Catanzaro, scriveva così: «Non sono ravvisabili a carico di Petrucci, Calidonna, Mazzei, Piemontese e Iannazzo, gravi indizi di colpevolezza in ordine alla fattispecie associativa al capo 38, giacché non emerge la prescritta stabilità del vincolo associativo preordinata alla realizzazione di una serie indeterminata». Associazione criminale che viene meno, secondo il gip, analizzando le partite Palmese-Paolana, Sambiase-Gallico e Scalea-Castrovillari. Ipotesi associativa definita inconsistente dal giudice per le indagini preliminari.

La sentenza, in relazione alla posizione di Petrucci, sarà emessa il prossimo 15 maggio. (Antonio Alizzi)

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