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Strage di San Lorenzo del Vallo, parte il processo contro Luigi Galizia

Strage di San Lorenzo del Vallo, parte il processo contro Luigi Galizia

È iniziato oggi il processo per la strage di San Lorenzo del Vallo dove il 30 ottobre del 2016 hanno perso la vita Edda Costabile e Maria Ida Attanasio, uccise secondo la procura di Castrovillari da Luigi Galizia.

È iniziato oggi il processo per la strage di San Lorenzo del Vallo dove il 30 ottobre del 2016 hanno perso la vita Edda Costabile e Maria Ida Attanasio, uccise secondo la procura di Castrovillari da Luigi Galizia, fratello di Damiano assassinato a sua volta a fine aprile del 2016 ad Arcavacata di Rende da Francesco Attanasio, figlio e fratello delle due vittime.

L’udienza di oggi in Corte d’Assise di Cosenza, presieduta dal presidente Giovanni Garofalo (giudice a latere Manuela Gallo), è servita per definire alcune questioni preliminari come le richieste di costituzione di parte civile e le relative eccezioni sollevate dalla difesa di Galizia, assistito dagli avvocati Francesco Boccia e Cesare Badolato.

I familiari delle vittime chiedono di costituirsi parte civile attraverso l’avvocato Antonio Ingrosso, mentre anche Francesco Attanasio – ed è la vera novità processuale – chiede di essere ammesso alla costituzione di parte civile con l’avvocato Francesco Formica del foro di Palmi.

I difensori di Galizia hanno sollevato un’eccezione riguardante gli esami tecnici irripetibili effettuati dal professore Barbaro, nominato dall’ufficio di procura, tra cui l’esame Stub, di cui non sarebbero stati avvisati i soggetti interessati dagli accertamenti posti in essere dai tecnici.

Dopo aver aperto l’istruttoria, le parti processuali hanno fatto richiesta dei mezzi di prova che serviranno ad accertare la verità su un evento omicidiario che ha scosso un’intera comunità.

In questo ambito la difesa ha chiesto l’inutilizzazione delle liste testimoniali della difesa di Attanasio e della procura che sono state notificate via pec. Gli avvocati Boccia e Badolato, richiamando una sentenza della Cassazione, hanno spiegato i motivi di tale richiesta. La lista testimoniale doveva essere depositata in cancelleria, anziché in modo telematico. Se la questione dovesse essere accolta, l’istruttoria sarebbe priva delle testimonianze di polizia giudiziaria, ovvero la parte più importante dell’attività investigativa.

Mezzi di prova richiesti anche dalla procura di Castrovillari, rappresentata dal procuratore capo Eugenio Facciolla e dal sostituto procuratore Giuliana Rana, che hanno ricostruito sommariamente la vicenda, partendo dal delitto di Damiano Galizia. Processo quello del giovane ammazzato da Attanasio in corso di svolgimento presso il tribunale di Cosenza col rito abbreviato. La sentenza dovrebbe arrivare ad ottobre.

La Corte di Assise di Cosenza si è riservata su tutte le questioni preliminari e sulle richieste dei mezzi di prova, rinviando il processo al 24 luglio. (Antonio Alizzi)

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