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LE TALPE DEL CLAN | Tutti a giudizio: ci sono anche l’ex poliziotto e l’ex carabiniere

Sono stati rinviati a giudizio i quattro soggetti accusati di aver favorito il presunto clan “Rango-zingari” di Cosenza dal 2012 al 2014. Anni in cui un ex poliziotto e un ex carabiniere avrebbero fornito informazioni sensibili al presunto capo del clan Maurizio Rango e ai suoi presunti sodali. Sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. 

Il gup distrettuale di Catanzaro ieri ha disposto il processo per Vincenzo Ciciarello, Antonino Perticari (detto “Il Messinese”), Fabrizio Bertelli ed Enrico Francesco Costabile.

I presunti servitori infedeli dello Stato avrebbero aiutato la presunta cosca “Rango-zingari”: in alcune circostanze le “talpe” sarebbero state funzionali per sfuggire alla cattura di ordinanze cautelari, come nel caso di “Nuova Famiglia”, ed evitare dunque il carcere.

Così è avvenuto nel novembre del 2014 quando grazie alle informazioni che Ciciarello, poliziotto all’epoca dei fatti in servizio presso la Squadra Mobile di Cosenza, tre presunti partecipanti all’associazione mafiosa capeggiata da Maurizio Rango e Franco Bruzzese (oggi collaboratore di giustizia) non furono trovati nelle rispettive abitazioni. Si trattava di Antonio Abbruzzese, detto “Tonino Banana” (classe 1975), Ettore Sottile e Ciccio Bevilacqua, alias ’u zuappu.

Il collegamento tra la presunta cosca e l’agente infedele era Enrico Francesco Costabile, finito agli arresti domiciliari come Ciciarello perché accusati entrambi di concorso esterno in associazione mafiosa. Stesso reato contestato all’ex carabiniere Antonino Perticari, detto “Nino il Messinese”, oggi in pensione, che nel 2012 a seguito delle indagini avviate dalla Procura di Cosenza sull’omicidio di Francesco Messinetti, si recò più volte – anche quando non avrebbe dovuto farlo – a casa di Maurizio Rango per comunicargli notizie riguardanti indagini e in particolare di non far pervenire richieste estorsive a un commerciante perché non viveva nell’oro.

Perticari, inoltre, avrebbe anche favorito il presunto clan non annotando la presenza di due pregiudicati nell’abitazione del presunto boss che in quel periodo erano sottoposti alla sorveglianza speciale: Gennaro Presta e Riccardo Bruzzese.

Poi emerge la figura dell’impiegato civile della Polstrada, Fabrizio Bertelli che in più di un’occasione avrebbe permesso al pentito Adolfo Foggetti di superare questioni abbastanza delicate come il possibile sequestro di una macchina che al momento del controllo da parte dei poliziotti fu sprovvista di assicurazione.

Ciciarello è difeso dagli avvocati Roberto Le Pera e Maurizio Nucci, Costabile dall’avvocato Rossana Cribari e Bertelli dall’avvocato Filippo Cinnante.

Il processo dinanzi al tribunale collegiale di Cosenza inizierà il prossimo 30 gennaio 2018. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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