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STIGE | La Cassazione dice no all’arresto dell’ex sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici

STIGE | La Cassazione dice no all’arresto dell’ex sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici

La Dda di Catanzaro si era rivolta alla Suprema Corte di Cassazione per impugnare il provvedimento del tribunale del Riesame di Catanzaro che aveva scarcerato l’ex sindaco di Mandatoriccio, Angelo Donnici, accusato di turbativa d’asta aggravata dal metodo mafioso. Ma gli ermellini hanno mantenuto inalterata la decisione del Riesame, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall’ufficio antimafia diretto dal procuratore capo Nicola Gratteri.

Donnici, difeso dall’avvocato Roberto Laghi del foro di Castrovillari, è indagato insieme a Vincenzo Santoro, Pasquale Spadafora, Antonio Spadafora, Luigi Spadafora, Rosario Spadafora, Filippo Mazza, Menotti Federico, Angelo Donnici, Giovanni Caruso e Luigi Tasso – perché tutti insieme avrebbero turbato «il regolare svolgimento della gara per pubblici incanti recante prot. n. 641 del 08/02/2011 del Comune di Mandatoriccio, avente ad oggetto l’affidamento dei lavori consistenti nella vendita di materiale legnoso ritraibile dal taglio della fustaia di Farnetto di località Montagnella per un prezzo avente base d’asta pari ad euro 75.000,00, colludendosi tra loro con le condotte di seguito descritte: in particolare Leonardo Grasso (nel frattempo deceduto), quale assessore del comune di Mandatoriccio e Giovanni Caruso quale diretto collaboratore del sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici, attraverso contatti diretti con Vincenzo Santoro ed anche per interposta persona, informavano il predetto della stessa esistenza e dell’andamento dell’iter amministrativo della procedura di gara, fornendogli notizie riservate (quali ad esempio l’andamento delle aste ed il numero delle offerte frattanto pervenute al Comune) e suggerendo indicazioni specifiche per la sua aggiudicazione, mantenendo successivamente Caruso i contatti con Santoro e la ditta aggiudicatrice».

Enorme soddisfazione da parte della difesa che ha messo in evidenza per tutto l’iter cautelare dell’inchiesta l’assoluta mancanza dei gravi indizi di colpevolezza a carico di Donnici che, quindi, affronterà le prossime tappe processuali da uomo libero senza alcuna misura cautelare. (Antonio Alizzi) 

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