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Guardia Piemontese, il Riesame conferma anche l’accusa di peculato

Guardia Piemontese, il Riesame conferma anche l’accusa di peculato

Il tribunale del Riesame di Catanzaro si è espresso sulla richiesta di revoca della misura cautelare formulata dagli avvocati difensori del sindaco di Guardia Piemontese, Vincenzo Rocchetti e del capo dell’ufficio tecnico comunale, l’ingegnere Giuseppe Caruso. 

I giudici del Tdl hanno parzialmente accolto il ricorso della difesa e in particolare solo per quanto riguarda le esigenze cautelari. I due indagati, arrestati circa due settimane fa dalla procura di Paola con l’accusa di aver manipolato l’assegnazione di una casa popolare di Guardia Piemontese, oltre ad aver usato soldi pubblici per bonificare un ufficio nel quale vi erano delle cimici, passano dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari con il divieto di comunicazione con l’esterno.

Rimangono quindi i gravi indizi di colpevolezza e, come detto, l’ipotesi di reato relativa al peculato nell’inchiesta che ha acceso i riflettori sul comune di Guardia Piemontese.

La procura di Paola, coordinata dal procuratore capo Pierpaolo Bruni, aveva contestato una delibera comunale che aveva permesso al sindaco di spazzare via le cimici installate dai carabinieri. Intercettazioni ambientali utili ai fini della richiesta di misura cautelare e, probabilmente, interessanti ai fini investigativi per altri procedimenti penali. (a. a.)

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