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Mimmo Lucano a Moccone: «Riace esempio di umanità» [VIDEO]

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Sono quasi le 10.30 quando Mimmo Lucano arriva a Moccone (dove è in corso la rassegna degli Incontri Silani) di Spezzano della Sila per presentare il libro scritto da Tiziana Barillà sulla sua persona, Mimì Capatosta (Fandango).

Davanti ad una platea di interessati, tra cui sindacalisti, amministratori locali e giornalisti, Lucano, dopo lo sciopero della fame di qualche settimana fa, gesto estremo per richiamare l’attenzione su Riace per denunciare il mancato finanziamento del modello che lo ha portato ad essere, secondo la rivista Fortune, il 40esimo personaggio più influente al mondo. «Vi parlo a cuore aperto, senza peli, senza filtri, di quello che ero e di quello che sono», afferma il primo cittadino del centro ionico.

Quindi, il sindaco ricalca la sua storia. Da quando era bambino fino alla prima militanza nel Movimento Operaio che faceva parte di quel mondo della sinistra radicale presente nella locride. Come gli anarchici di Africo, i collettivi di Bivongi e Caulonia, i moti dei braccianti della Piana e di Torre Melissa. Di quel che era e di come è diventato quello che è adesso.

Lucano non nasconde il suo passato, anzi afferma di aver potuto conoscere molte persone importanti per il suo cammino precisando una cosa: «Quando quell’esperienza ebbe una conseguenza violenta, quel progetto fallì. Non ho mai avuto un’arma in vita mia».

«Per me – dice ancora Lucano – un riferimento importante è stato Natale Bianchi, prete coraggioso, scomunicato per questo, che ha rotto per primo l’omertà. Così come il vescovo di Locri di un tempo Salvatore Brigantini. Nella locride non esistono ruoli intermedi. Ad Africo o eri anarchico o mafioso. Da quelle parti ci sono famiglie che solo con lo sguardo dettano legge. Mi chiedo, come dice pure padre Alex Zanotelli, se sei cristiano come fai a votare a Salvini?». Salvini che lo aveva definito «inferiore a zero», Lucano risponde: «Come ha detto Roberto Saviano nello 0 si vede l’infinito. Io sono orgoglioso di essere uno 0, questo è il successo. Nel senso che qualcosa di buono si può fare anche qui. In Calabria si può credere in una dimensione utopica della sinistra».

La precisazione del punto di vista politico: «Io sono sindaco di un comune di 1500 abitanti. Se mi va bene posso prendere massimo 600 voti. Dico che la solidarietà ed il rispetto delle dignità delle persone sono incompatibili con le destre. E’ assurdo che il caso accaduto a Catania possa incrementare i consensi di un partito».

Appunto il ministro degli interni, raggiunto sabato nella sua trasferta tirolese a Pinzolo, dalla notizia dell’iscrizione sul registro degli indagati da parte della procura di Agrigento per il caso legato alla nave Diciotti. Lucano al riguardo si dimostra disponibile ad accogliere parte di quei 177 migranti: «Avevo pensato di dare la disponibilità di far arrivare almeno le persone più vulnerabili. Anzi, dico che siami pronti ad accogliere 50 persone con un’accoglienza spontanea. Per Riace c’è una raccolta fondi, al momento superiore ai 100mila euro, c’è un senso nell’utilizzo di questi fondi».

Mimmo Lucano non manca di osservare come la galassia della sinistra sia frammentaria, incapace di elaborare una risposta ferma contro la destra a vocazione leghista. «La sinistra ad oggi – sottolinea il Sindaco – è un arcipelago. Tutto ciò porta a nulla. Spero che un giorno ci possa essere una sola, unica, bandiera sotto cui si rappresenta il mondo della sinistra. Ricordiamoci che al governo c’è il fascismo. Riace è un progetto realmente possibile. Purtroppo ci portiamo dietro i traumi delle nostre sconfitte. Alla fine ci rimane solo la rassegnazione». Poi lo scontro contro la burocrazia: «I prefetti hanno fastidio ad avere i problemi. Siamo obbligati a guardare in faccia la realtà, ad affrontare i problemi. Pensate che sono diventato militante del Movimento di liberazione del popolo Curdo». A seguire la ‘ndrangheta la quale «ha sconvolto l’aspetto antropologico della Calabria. Però dico una cosa: nella classifica dell’umanità noi calabresi siamo i primi. Riace ne è l’esempio».

Ad un certo punto della discussione, animata dalla moderatrice Stefania Fratto e dai sindacalisti Massimo Covello e Mimmo Rizzuti, il sindaco di Spezzano della Sila Salvatore Monaco, e nella quale è stato rispettato un minuto di silenzio in onore di Mario Congiusta, Lucano racconta un fatto di come «il presidente della Regione Oliverio mi è stato molto vicino. Una volta la prefettura di Reggio voleva deportare tutti i rifugiati in un campo. Tra questi c’era Gabriel di appena 7 giorni. Nella totale disperazione chiamai il governatore che intervenne subito e nel giro di 10 minuti, dopo aver litigato con il prefetto, risolse il problema. Lo ricordo così, come la più grande azione per la dignità della Calabria fatta da lui».

Lucano, però, termina il dibattito con un parallelismo: «Mimmo Lucano è come una nave che accoglie tutti, ma il progetto Riace deve continuare anche senza di me». Infatti, nel 2019 scadrà il suo terzo mandato e non si potrà ricandidare… (Giulio Cava)

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