Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede attraverso il procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Salvi ha richiesto di avviare l’iter per il procedimento disciplinare nei confronti del giudice Marco Petrini, magistrato in servizio presso la Corte d’Appello di Catanzaro. Ieri il gip di Salerno ha confermato la custodia in carcere (così come per gli altri, mentre non ha mutato gli arresti domiciliari per l’avvocato Marzia Tassone), oggi invece un’altra tegola su Marco Petrini che, qualora il Riesame decidesse di revocare l’ordinanza del gip del tribunale di Salerno, potrebbe tornare a svolgere le funzioni di presidente della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro.

Le richieste di Bonafede contro il giudice Marco Petrini

Il Guardasigilli ha chiesto alla commissione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, qualora Petrini tornasse in libertà, la sospensione dello stipendio e delle funzioni, nonché metterlo fuori ruolo dall’organico della magistratura italiana. Per Alfonso Bonafede, le accuse mosse al giudice Petrini sono gravissime. Dall’inchiesta della Dda di Salerno emerge «una totale strumentalizzazione della funzione giurisdizionale esercitata da Petrini ai propri interessi illeciti di natura personale ed economica, perseguiti in spregio dell’interesse pubblico e dei principi di imparzialità e buon andamento della funzione giudiziaria».