martedì,Maggio 24 2022

Da Oppido Mamertina a Roggiano Gravina: ecco il binario della droga

L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip antimafia Claudio Paris è divisa in tre parti. Nel primo capitolo, si parla del traffico di droga e della sua commercializzazione nella Valle dell’Esaro. Sostanza stupefacente del tipo cocaina che viaggiava sul binario Oppido Mamertina-Roggiano Gravina. Il comune in provincia di Reggio Calabria è la residenza di Antonio

Da Oppido Mamertina a Roggiano Gravina: ecco il binario della droga

L’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip antimafia Claudio Paris è divisa in tre parti. Nel primo capitolo, si parla del traffico di droga e della sua commercializzazione nella Valle dell’Esaro. Sostanza stupefacente del tipo cocaina che viaggiava sul binario Oppido Mamertina-Roggiano Gravina. Il comune in provincia di Reggio Calabria è la residenza di Antonio Giannetta, pluripregiudicato, finito in carcere così come Antonio e Roberto Presta. Gli investigatori della Squadra Mobile infatti intercettano le conversazioni, analizzando parola dopo parola il contenuto. Quantitativi notevoli di cocaina che, in un caso, i carabinieri della stazione di Roggiano Gravina hanno sequestrato a Roberto Presta e Mario Sollazzo. Parliamo del 2017, quando l’attività indagine era pressoché agli inizi.

Lo scambio di droga a Tarsia: la cocaina arrivava da Oppido Mamertina

Gli incontri sarebbero avvenuti tra Tarsia e luoghi non meglio identificati dalla Squadra Mobile che, attraverso le captazioni ambientali, è riuscita a decifrare le somme di denaro versate dai principali indagati al fornitore della cocaina. Soldi che variavano tra i 18mila e i 19mila euro, mentre i quantitativi di droga superavano anche i 10 chili.

Gli investigatori della Mobile di Cosenza, coordinata dal vice questore Fabio Catalano, hanno identificato Antonio Giannetta grazie all’attività tecnica, dopo aver intuito che l’accento ascoltato si riferiva al dialetto reggino. Così grazie al Gps, hanno individuato l’auto del presunto narcotrafficante reggino, scoprendo che si trattava di un volto noto alle forze dell’ordine.

Secondo gli inquirenti della Dda di Catanzaro, la madre di tutte le intercettazioni è quella tra Antonio e Roberto Presta, quando quest’ultimo dice «“mi deve chiamare in questi giorni”» e il primo domanda: «“Chi?”». La risposta di Roberto Presta: «“il Reggitano… quello che la porta buona”». Chiaro riferimento, secondo gli agenti della Squadra Mobile di Cosenza, alla cocaina che dalla provincia di Reggio Calabria arrivava fino nella Valle dell’Esaro.

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