giovedì,Ottobre 6 2022

Presentato il libro di Pierpaolo Bruni sui rapporti tra politica e ‘ndrangheta

“Inquinamento elettorale” è il libro scritto dal procuratore Pierpaolo Bruni, sul “mercimonio del voto”, che ha raccolto tanti elogi.

Presentato il libro di Pierpaolo Bruni sui rapporti tra politica e ‘ndrangheta

Il procuratore capo di Paola, Pierpaolo Bruni, nei giorni scorsi, ha presentato la sua opera letteraria “inquinamento elettorale: il mercimonio del voto con riferimento ai reati contro la pubblica amministrazione e alle collusioni politico-mafiose”, che ripercorre gli aspetti giuridici trattati dal magistrato di Crotone, nel corso della sua carriera professionale. Sono intervenuti, il professore di Diritto penale Vincenzo Maiello del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, il componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Antonio D’Amato, Domenico Airoma, procuratore della Repubblica di Avellino ed Enrico Mezzetti, professore ordinario di Diritto penale all’Università Roma Tre. Tra i presenti anche il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nonché avvocati, dipendenti della Giustizia e giornalisti.

Nel corso del suo intervento, Maiello ha detto il libro del procuratore Pierpaolo Bruni «intende discutere di un aspetto peculiare della realtà sociale e politico-istituzionale che è l’inquinamento elettorale; inquinamento che nel sud assumere caratteri drammatici perché interseca il condizionamento che proveniente dalle mafie storiche». Airoma, ex procuratore aggiunto di Cosenza, ha apprezzato due aspetti dell’opera letteraria: la ricerca scientifica e la preoccupazione dell’investigatore. Sempre Airoma ha aggiunto che il libro di Bruni è scritto in un «linguaggio agile, comprensibile ai non addetti ai lavori; tratta di questioni di giustizia vera, profonda».

Poi è arrivato il momento del consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura, Antonio D’Amato, che ha valorizzato i contenuti del libro di Bruni, parlando di «un libro che riesce a coniugare bene rigore scientifico ed esperienza. Chissà cosa penserà lo studioso di diritto penale quando leggerà questo libro e quale idea si potrà fare della nostra epoca». Nel ricordare la figura di Giovanni Falcone, D’Amato ha ricordato che oggi «la criminalità organizzata possiede più soldi del politico e non ha bisogno di denaro, ma solo di accaparrarsi la disponibilità del politico per ottenere appalti, assunzioni e vari favori, inserendosi nella Pubblica Amministrazione».

Infine, dopo l’intervento di Mezzetti, che ha posto l’accento sul “legislatore-inseguitore”, sono arrivate le parole conclusive del procuratore capo di Paola, Pierpaolo Bruni: «Ciò non può non essere considerato come un momento di prestigio del mafioso o del suo gruppo», visto che tale circostanze «ne accresce la capacità di intimidazione sia dentro sia rispetto agli altri gruppi criminali». Dinamiche che il magistrato di Crotone, specie nel periodo trascorso alla Dda di Catanzaro, ha conosciuto molto bene, avendo coordinato tante indagini contro la politica e le commistioni con la ‘ndrangheta, da Crotone a Cosenza.