giovedì,Luglio 18 2024

Cosenza, colpo di scena in aula. Il pentito De Rose e la “menzogna” di Noblea

Il colpo di scena dì giornata arriva quasi al termine dell’udienza sui presunti favori fatti da tre guardie penitenziarie ai detenuti dì Cosenza. Durante l’escussione dì Vincenzo De Rose, collaboratore dì giustizia, è emerso che lo stesso è stato accusato di recente da un altro pentito, Francesco Noblea. “Aveva riferito alle forze dell’ordine che a

Cosenza, colpo di scena in aula. Il pentito De Rose e la “menzogna” di Noblea

Il colpo di scena dì giornata arriva quasi al termine dell’udienza sui presunti favori fatti da tre guardie penitenziarie ai detenuti dì Cosenza. Durante l’escussione dì Vincenzo De Rose, collaboratore dì giustizia, è emerso che lo stesso è stato accusato di recente da un altro pentito, Francesco Noblea. “Aveva riferito alle forze dell’ordine che a casa detenevo sostanze stupefacenti, cosa non vera. Sono venuti a fare un controllo quando ero ai domiciliari e non hanno mai trovato niente. A lui invece lo hanno arrestato per lo stesso motivo”. E ancora: “Quando eravamo fuori non andavamo d’accordo, ma non capisco perché abbia detto una menzogna del genere”.

Il processo: l’udienza di oggi

Oggi il tribunale collegiale di Cosenza (presidente Carmen Ciarcia; giudici a latere Francesca Familiari e Iole Vigna) hanno ascoltato tre testi della lista del pubblico ministero: i collaboratori di giustizia Franco Bruzzese, Vincenzo De Rose e Luciano Impieri.

Nel primo caso, l’ex capo società del clan “Rango-zingari“, condannato in via definitiva per l’omicidio di Luca Bruni, ha riferito di episodi appresi da altri soggetti con cui condivideva la permanenza nel carcere di Cosenza “Sergio Cosmai“. “A me direttamente Luigi Frassanito non ha fatto piacere, ma sapevo che grazie a lui entravano alcolici e portava messaggi all’esterno”. Bruzzese indica l’imputato quale cugino di Gianluca Walter Marsico, circostanza che Luciano Impieri non confermerà, avendo appreso dal componente del gruppo “Lanzino” che non c’era alcuna parentela stretta tra la guardia penitenziaria e lui stesso. Bruzzese, inoltre, ha appreso che Frassanito avrebbe fatto usura per conto di Marsico, senza specificare le vittime né circostanze precise. Per quanto riguarda le posizioni di Giovanni Porco e Franco Caruso ha detto che “per quanto so io sono brave persone, a me non hanno alcun piacere”.

Quelle dichiarazioni rese ai magistrati della Dda di Catanzaro

Poi è stata la volta di Vincenzo De Rose, di cui abbiamo in parte riferito in apertura. Il collaboratore di giustizia, condannato in “Job Center“, ha parlato dei rapporti tra Giovanni Porco e Pasquale Bruni, che avrebbe condiviso con De Rose la cella. Il pentito ha dichiarato che tra i due ci sarebbero stati dei regali, tipo una macchina (una Panda), ma nel corso del controesame, fatto dall’avvocato Cristian Cristiano, è emerso che nel verbale reso davanti alla Dda di Catanzaro, De Rose non aveva fatto riferimento a Porco o ad altre guardie penitenziarie.

Il testimone, tuttavia, ha ribadito di averle dette ai pm queste cose, ma l’avvocato ha evidenziato al collegio giudicante questa presunta anomalia. La difesa, tra i vari argomenti affrontati, ha toccato anche la contestazione riguardante l’aggravante dell’ex articolo sette. In questo caso, il racconto di De Rose, sulle conoscenze associative di stampo mafioso chieste dal difensore, non è stato preciso ma contraddittorio. Cosa che era successa anche in “Testa di Serpente”, dove aveva collocato un imputato nel processo “Nuova Famiglia”, quando invece non era tra i soggetti coinvolti.

Gli alcolici per i mafiosi

Poi è stata la volta della deposizione di Luciano Impieri, ex partecipe della cosca “Rango-zingari”, specializzato in estorsioni. Oggi è collaboratore di giustizia. Il pentito ha precisato di non voler riferire su voci che circolavano negli ambienti criminali riguardo a Luigi Frassanito e gli altri imputati, sottolineando di non aver mai ricevuto favori. “Un giorno Frassanito aveva 5mila euro e li buttò nella nostra cella, allora noi abbiamo collegato il fatto che potesse fare usura per conto di Marsico, ma non ho avuto notizie diretta a riguardo”. E infine: “Sapevo che Frassanito faceva entrare alcolici per Mario Gatto, Francesco Patitucci, Gianluca Walter Marsico e Franco Bruzzese”. Prossima udienza fissata per il 17 febbraio 2022 quando gli imputati si sottoporranno all’esame della pubblica accusa. Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Filippo Cinnante, Gaetano Maria Bernaudo, Santo Orrico, Cristian Cristiano e Francesco Boccia.