giovedì,Maggio 30 2024

Lo scrittore Carmine Abate incanta il TAU dell’Unical: lectio magistralis agli studenti della “De Coubertin” | FOTO

L’idea si è rivelata essere l’occasione per rinsaldare il legame dell’IC Rende Commenda con l'autore. Ecco le sue parole

Lo scrittore Carmine Abate incanta il TAU dell’Unical: lectio magistralis agli studenti della “De Coubertin” | FOTO

Giornata memorabile quella del 2 marzo 2023. In un tempio della cultura, al Teatro Auditorium dell’Unical, la Scuola Media “De Coubertin” ha ospitato Carmine Abate per una Lectio Magistralis che ha lasciato estasiati gli studenti rendesi e i loro colleghi dell’ Itis Monaco e della scuola media di Aprigliano che hanno voluto partecipare all’evento.  

L’idea, partorita dalla prof.ssa Rosellina Brun e subito sposata dal Dirigente Scolastico, Simona Sansosti, e dall’intero dipartimento di lettere della “De Coubertin”, grazie anche alla partecipazione attiva dei genitori, si è rivelata essere l’occasione per rinsaldare il legame dell’IC Rende Commenda con Carmine Abate. A presentare la manifestazione la docente Carmela Formoso.

«Ci sono libri che piacciono, libri che non piacciono e libri che si amano. Questi ultimi sono quelli vanno oltre la riconosciuta competenza espressiva e narrativa dell’autore, perché o ti lasciano qualcosa o ti fanno ritrovare qualcosa. Questi ultimi sono quelli che ti entrano dentro perché ci scopri qualcosa di te, perché riconosci che l’autore ti ha coinvolto in prima persona, per un motivo che forse nemmeno sapevi. E i libri di Carmine Abate si amano» così ha esordito la dirigente scolastica, portando con sé il primo dei tanti libri letti di Carmine Abate, presentando lo scrittore di origine arbëresh vincitore, nel 2012, del Premio Campiello.

Si è parlato dell’importanza della scrittura e della lettura, della storia di Carmine Abate, della sua giovinezza, del suo essere “migrante”, come lo furono il nonno prima, nelle Americhe, e il padre poi, in Germania. Si è parlato della lingua del cuore, quella arbëresh, e della lingua del pane, l’italiano. Si sono passati in rassegna i ricordi di una vita, spesso trasferiti sulle pagine autobiografiche dei suoi libri, i legami con la terra natale, i valori che si trasmettono di generazione in generazione. Si è parlato di bellezza, di arte, di luce; si è parlato di speranza  e di luoghi, poiché, come ha detto l’autore, «Il cercatore di luce è il libro che ho scritto più volentieri perchè un romanzo dei luoghi».

I ragazzi della De Coubertin hanno ascoltato e consegnato ad Abate le proprie riflessioni insieme al riconoscimento di essere ambasciatore illustre della nostra terra e lo hanno con queste parole: «Oggi usciamo arricchiti di speranze, di bellezza, di arte e cultura e con la speranza, nel cuore, che con l’impegno è possibile un mondo migliore».

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