È un ex pizzaiolo di 73 anni, Salvatore Aldobrandi, originario di San Sosti nel Cosentino l’uomo arrestato dalla sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Imperia con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai motivi abietti e futili e la soppressione di cadavere di Sargonia Dankha, 21enne di origini irachene, naturalizzata svedese. L’omicidio sarebbe avvenuto in Svezia nel 1995. La sparizione della giovane, della quale non fu mai ritrovato il corpo, è rimasto per anni un vero e proprio. A ricostruire la vicenda il sito Repubblica.it che ripercorre tutti i passaggi di un fatto di cronaca avvenuto quasi 30 anni fa e rimasto finora irrisolto.

Aldobrandi all’epoca aveva 45 anni e aveva una relazione altalenante con la giovane donna, le autorità svedesi – scrive il giornalista di Repubblica.it – non fu processato perché non era stato trovato il cadavere della giovane. Aldobrandi gestiva un ristorante in Svezia avrebbe ucciso la giovane compagna in occasione dell’ultimo incontro, per poi nasconderne il corpo. Le accuse a suo carico sarebbero schiaccianti. Secondo gli inquirenti, il corpo della giovane venne smembrato nella cucina del ristorante di Aldobrandi, per poi essere trasportato e scaricato in una discarica.

Subito dopo il presunto omicidio – continua il racconto di Repubblica.it – il pizzaiolo venne arrestato dalle autorità svedesi, per poi essere rilasciato in quanto, per la giurisprudenza svedese non si può riconoscere la responsabilità penale di un presunto omicida, qualora il corpo della vittima non venga ritrovato. A quel punto il ristoratore, forse per paura di essere nuovamente arrestato, tornò in Italia, stabilendosi a Sanremo e abbandonando la Svezia.