venerdì,Aprile 12 2024

Simet, i giudici di Cosenza e Castrovillari annullano 5 dei 40 licenziamenti

Un numero che potrebbe aumentare ancora, ma nonostante il reintegro disposto in via giudiziaria il futuro dei lavoratori resta incerto

Simet, i giudici di Cosenza e Castrovillari annullano 5 dei 40 licenziamenti

Il destino dei quaranta dipendenti della Simet spa, licenziati il 10 settembre del 2022, è da oggi un po’ meno ineluttabile. Alcuni di loro, infatti, si sono visti reintegrare sul posto di lavoro da un’ordinanza del Tribunale di Cosenza ed è una notizia che potrebbe riaccendere una fiammella di speranza anche nei loro colleghi. Per il momento, sono cinque i licenziamenti giudicati «illeggittimi», quattro dal Tribunale di Castrovillari e uno da quello di Cosenza. In quest’ultimo caso, l’irregolarità rilevata dal giudice Vincenzo Lo Feudo riguarda i criteri di scelta adottati dalla Simet per decidere quali fossero i dipendenti a cui rinunciare e quelli da mantenere in organico.

Lo strumento utilizzato all’epoca è quello del punteggio assegnato a ciascun lavoratore sulla scorta di parametri quali anzianità, situazione familiare e condotta lavorativa. Da qui si è giunti poi alla formazione di una graduatoria capestro per determinare chi è dentro e chi è fuori. Nel caso valutato dal Tribunale cosentino, i punti sarebbero stati attribuiti al lavoratore per difetto e senza le motivazioni dovute, circostanza che ha suggerito al giudice di accogliere il ricorso presentato dall’avvocato Marco Vetere. Il provvedimento condanna anche l’azienda di trasporti a versare al lavoratore tutte le mensilità arretrate e i contributi previdenziali a partire dalla data d’interruzione del rapporto professionale.

Una vittoria in piena regola, dunque, ma ancora dal sapore agrodolce. Nel caso di specie la Simet, potrebbe impugnare l’ordinanza oppure rinunciare a qualunque tipo di opposizione, ma cosa accadrebbe se davvero il numero di ricorrenti vittoriosi in tribunale aumentasse ancora? L’azienda potrebbe revisionare l’elenco degli esuberi? A fronte di un gruppo di lavoratori che rientrano, altri sarebbero comunque destinati a uscire?         

Il giudice lo spiega a chiare lettere: sono solo i criteri di scelta viziati da irregolarità che rendono il licenziamento illegittimo agli occhi della legge; eventuali errori procedurali, invece, comportano al più un indennizzo in favore del licenziato. E nel caso della Simet, la procedura adottata sembra essere comunque in regola.  Del resto, già a gennaio del 2020, l’analisi della situazione aziendale risultava impietosa. A causa della pandemia, quell’anno i ricavi passano da quindici milioni e mezzo di euro a soli tre milioni e mezzo, una contrazione del 78%. E nonostante procedure di fusione e altre misure adottate per fronteggiare la crisi, nel 2021 va in fumo un altro milione e mezzo di euro.

Da qui, dunque, la decisione di rinunciare a una parte del personale: dei settanta lavoratori ritenuti in sovrannumero, trenta hanno rassegnato le dimissioni e per altri quaranta si è aperta la procedura di licenziamento collettivo. Proprio quest’ultima torna ora in discussione, ma tant’è: per gli ex lavoratori della Simet il futuro resta incerto. Una condizione a cui, purtroppo, hanno fatto il callo.         

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