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«Non ha senso fare a gara». Michele Guardia è sindaco di Sangineto, comune del tirreno cosentino che – a detta del primo cittadino di San Lucido Cosimo De Tommaso – avrebbe perso lo scettro di “capitale della movida estiva” detenuto per decenni. Ieri mattina, di buon’ora, Michele Guardia ha letto l’articolo di Cosenza Channel e ha reagito con sorpresa. Al telefono racconta: «Ho subito mandato un messaggio al collega di San Lucido, per chiedere conferma dei virgolettati che gli venivano attribuiti».
«San Lucido ha espugnato Sangineto», questa la frase incriminata, trasformatasi sul web in oggetto di dibattito tra “tifoserie” contrapposte. Nel giro di poche ore, centinaia di utenti hanno commentato il contenuto dell’intervista realizzata con il sindaco di San Lucido Cosimo De Tommaso, e a tratti è sembrata quasi una contesa tra guelfi e ghibellini.
A un certo punto, anche il sindaco di Sangineto Michele Guardia ha ritenuto opportuno “mettere un punto fermo”, e allora eccoci qui a sentire le sue ragioni: «Mi fa piacere sapere che a San Lucido il turismo abbia subito un incremento e che questa località, di recente, sia stata scoperta dai giovani. Eppure, è completamente infondato affermare che la crescita sia avvenuta – come invece sostenuto dal sindaco De Tommaso nel corso dell’intervista rilasciata al vostro network – a discapito del comune che amministro. Le presenze che stiamo registrando quest’estate si attestano su cifre che non è esagerato definire impressionanti. Sangineto si conferma meta turistica ambita tanto dai giovani quanto dalle famiglie».
E al sindaco Cosimo De Tommaso – che ha definito quello di San Lucido «l’unico centro abitato di tutto il tirreno cosentino» – Michele Guardia fa sapere: «Anche il centro storico di Sangineto è attraversato da fermenti che presto ne cambieranno il volto, come l’albergo diffuso che riscuote grande successo. Inoltre, l’amministrazione comunale ha ottenuto ulteriori fondi riservarti ai comuni marginali e li ha investiti nella realizzazione di nuove attività ricettive». Anche la natura, non c’è dubbio, è stata benevola con Sangineto: la cascata del Vuglio, ad esempio, attrae migliaia di visitatori e la Regione l’ha inserita nello spot promozionale dedicato alle bellezze della Calabria.
E mentre l’antico borgo di Sangineto si scrolla di dosso la ruggine del passato, la marina rispolvera ogni estate “vecchi” gioielli, tra cui l’iconica discoteca “Il Castello” e il celebre “Borghetto”, soltanto per citarne un paio. Su una cosa i sindaci di Sangineto e San Lucido la pensano allo stesso modo: il successo ha sempre un risvolto della medaglia con cui dover fare i conti. Il sindaco Michele Guardia spiega: «Gestire ogni sera migliaia di turisti richiede sforzi straordinari in termini di viabilità, parcheggi e sicurezza. La pianta organica del Comune di Sangineto vanta appena tre vigili urbani e d’estate siamo costretti a rivolgerci a società esterne. Manca la caserma dei carabinieri, e il territorio è “coperto” dalla stazione della vicina Bonifati.
Mentre le condivisioni social dell’articolo che ha “innescato” la polemica tra San Lucido e Sangineto continuano a crescere, il sindaco Michele Guardia conclude con un suggerimento: «Premesso che ogni comune ha le proprie peculiarità, propongo al sindaco De Tommaso di fare rete, anche nel settore del turismo. Da soli non si va da nessuna parte. Per il resto, posso soltanto dire che mi fa piacere sapere che Sangineto venga presa come punto di riferimento».

