Le opposizioni chiedono misure straordinarie alla Regione Calabria contro l’aumento dei costi che colpisce imprese agricole e ittiche
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Il Consiglio regionale della Calabria si prepara ad affrontare in Aula una mozione urgente dedicata alla crisi energetica e ai suoi effetti su due comparti strategici per il territorio: agricoltura e pesca. Il documento nasce in un quadro segnato dall’aumento dei costi di produzione collegato all’escalation militare nel Golfo Persico e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, fattori che stanno aggravando in modo pesante la tenuta delle imprese agricole e ittiche.
A firmare la mozione sono i capigruppo Elisa Scutellà per il Movimento 5 Stelle, Vincenzo Bruno per Tridico Presidente, Ernesto Alecci per il Partito Democratico, Francesco De Cicco per i Democratici Progressisti e Filomena Greco per Casa Riformista – Italia Viva. L’obiettivo è spingere la Giunta regionale ad attivare misure straordinarie e immediate di sostegno, nel tentativo di arginare una fase che rischia di mettere in ginocchio una parte rilevante dell’economia produttiva calabrese.
La mozione urgente sulla crisi energetica in Calabria
La proposta politica prende forma a partire dalle segnalazioni arrivate dalle associazioni di categoria, tra cui la CIA Agricoltori Italiani, che hanno denunciato rincari sempre più difficili da sostenere. Il documento evidenzia in particolare l’impennata del gasolio agricolo, dei fertilizzanti e degli altri input produttivi indispensabili per le attività nei campi e lungo la filiera ittica.
Secondo i firmatari, l’instabilità internazionale sta producendo una compressione dei margini senza precedenti. Per molte aziende, viene spiegato, il rischio non è più soltanto quello di un rallentamento, ma quello di arrivare a lavorare in perdita, con conseguenze immediate sulla continuità aziendale e sulla tenuta generale del sistema agroalimentare regionale.
È in questa chiave che la mozione punta a trasformare l’allarme lanciato dai territori in una risposta politica e istituzionale strutturata.
L’allarme su agricoltura e pesca tra costi fuori controllo e margini ridotti
Nel testo viene sottolineato come il peso della crisi energetica non si limiti a un aumento momentaneo delle spese, ma stia incidendo direttamente sulla capacità delle imprese di restare sul mercato. Il rincaro dei carburanti e degli altri fattori produttivi viene descritto come un colpo che rischia di travolgere soprattutto le attività già più esposte, riducendo drasticamente i margini operativi.
Per i promotori della mozione, questa situazione potrebbe produrre effetti a catena sull’intero sistema regionale, con ricadute sull’occupazione, sull’economia locale e perfino sulla sicurezza alimentare. Il timore è che, senza un intervento rapido, molte aziende siano costrette a chiudere oppure a ridimensionare pesantemente la propria attività.
La questione viene dunque collocata non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e territoriale, dentro una regione in cui agricoltura e pesca rappresentano ancora un presidio essenziale di reddito, lavoro e identità produttiva.
Le richieste alla Giunta regionale
La mozione chiede alla Giunta regionale di attivare misure straordinarie e immediate di sostegno, con particolare attenzione alle imprese maggiormente colpite dall’aumento dei costi energetici. Il documento non si limita a una denuncia politica, ma punta a impegnare formalmente la Regione su una linea di intervento concreta.
Tra le proposte contenute nel testo compare anche l’istituzione di un sistema di monitoraggio contro eventuali speculazioni sui carburanti agricoli e lungo la filiera agroalimentare. Si tratta di un punto ritenuto essenziale dai firmatari, nella convinzione che in una fase di forte tensione internazionale sia necessario vigilare per evitare ulteriori distorsioni di mercato a danno delle imprese e dei consumatori.
L’idea di fondo è che la crisi non possa essere affrontata solo con strumenti ordinari, ma richieda un livello di attenzione e di intervento coerente con la gravità del momento.
La richiesta di iniziative in sede nazionale ed europea
La mozione guarda anche oltre il livello regionale. I gruppi di opposizione chiedono infatti che la Calabria si faccia promotrice, in sede nazionale ed europea, di iniziative finalizzate a ottenere misure compensative, risorse aggiuntive e forme di flessibilità rispetto ai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita.
L’obiettivo, in questo caso, è allargare il perimetro della risposta, cercando margini più ampi per consentire interventi rapidi e adeguati. Secondo i firmatari, la portata della crisi impone una reazione istituzionale che non si fermi alla sola dimensione regionale, ma coinvolga livelli decisionali in grado di mettere a disposizione strumenti straordinari e fondi ulteriori.

