A Lamezia la conferenza su “Azzardo patologico e usura”. Presentata anche l’alleanza tra Fondazioni Antiusura e Coordinamento Mettiamoci in Gioco Calabria. Roberto Gatto: «Necessario reintrodurre un fondo dedicato al contrasto del fenomomo e ripristinare l'Osservatorio nazionale»
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Oltre 164 miliardi di euro in Italia. Oltre 6 miliardi in Calabria. Sono queste le cifre del gioco dell’azzardo che segnano un ulteriore incremento rispetto al 2024 (+4,55%). Da questi numeri è partita la riflessione al centro della conferenza stampa a Lamezia Terme su “Azzardo patologico e usura”, durante la quale sono stati illustrati i dati aggiornati e presentata l’alleanza tra Fondazioni Antiusura e Coordinamento Mettiamoci in Gioco Calabria.
A snocciolare i numeri Roberto Gatto, portavoce della Campagna Mettiamoci in Gioco in Calabria. Responsabile dell’area dipendenze Comunità Progetto Sud ETS e referente per le dipendenze del CNCA Calabria: «In Italia – ha detto Gatto - la raccolta complessiva dell'azzardo ha superato i 164,6 miliardi di euro, registrando una crescita di ben sette miliardi rispetto al 2024 (+4,55%). La nostra regione fotografa perfettamente questa deriva, con una spaventosa migrazione verso il gioco telematico rispetto a quello fisico».
La provincia con il volume più alto di giocato è Cosenza, seguita da Reggio Calabria e Catanzaro.
«Dietro queste cifre asettiche si nascondono gravissimi costi sociali e sanitari. Penso a un ragazzo che seguiamo, una persona reale con un nome e un cognome. A febbraio ha vinto tre volte, portando a casa rispettivamente 9.300, 8.500 e 12.000 euro. Il mese successivo ha perso tutto, con gli interessi. Con volumi di gioco simili fare bancarotta è facilissimo, e le conseguenze sanitarie ed economiche della dipendenza diventano rapidamente ingestibili.
A fronte di questo immenso volume d'affari, le entrate erariali per lo Stato sono state di appena 11,4 miliardi (lo 0,74% in meno rispetto all'anno scorso)».
Gatto ha poi parlato della legge regionale n. 9 del 2018: «Ho evidenziato le forti criticità legate alla mancata attuazione di questa legge: mancano le attività formative e informative per l'uso responsabile del denaro e non vengono applicate le sanzioni per il mancato rispetto degli orari di chiusura delle sale (che dovrebbero chiudere dalle 12:30 alle 14:30 e dalle 00:00 alle 09:00) né si controllano le distanze minime dai luoghi sensibili come scuole e chiese.
Non è mai stato istituito il logo 'NoSlot' per i locali virtuosi che scelgono di non installare i dispositivi di gioco.
I Comuni dovrebbero vigilare e usare i fondi per contrastare il fenomeno, ma la realtà è desolante: come segnalato dal Presidente della Commissione Antimafia, l'onorevole Molinaro, solo un Comune in tutta la Calabria ha risposto alle sollecitazioni della Commissione».
Quindi la richiesta di «istituzionalizzare la Giornata contro i Rischi del Gioco d’Azzardo con cadenza annuale, unendo istituzioni, associazioni, sindacati e sistema sanitario. Chiediamo inoltre che nel neonato Osservatorio Regionale sulle dipendenze vengano attivamente coinvolte le organizzazioni che si occupano di contrasto al gioco d'azzardo, per pianificare strategie concrete contro il GAP (Gioco d'Azzardo Patologico). In Calabria le uniche sperimentazioni nelle ASP si reggono su un Fondo nazionale che purtroppo verrà ridimensionato (da 50 a 33 milioni); serve un investimento strutturale della Regione, come previsto dai LEA e come già fatto da altre regioni. A livello nazionale continuiamo a chiedere a gran voce una Legge Quadro per regolamentare il settore e ridurre drasticamente l'offerta di gioco. È necessario reintrodurre un fondo dedicato al contrasto del gioco patologico e ripristinare l'Osservatorio nazionale, spostandone la competenza dal Ministero dell'Economia al Ministero della Salute, rimescolando le priorità: la salute pubblica deve venire prima dei profitti dello Stato».
L’intervento di don Giacomo Panizza
A intervenire è stato anche don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, che ha aperto l’incontro presentando l’Alleanza tra Fondazioni Antiusura e reti territoriali impegnate nel contrasto al gioco d’azzardo patologico. «Presentiamo oggi un’intesa, un’alleanza per difenderci e combattere un pericolo attuale e in crescita che potremmo chiamare “sovraindebitamento”», ha esordito.
Don Panizza ha voluto chiarire fin da subito una distinzione fondamentale: «Il gioco, quando è vero, consente di entrare e uscire liberamente. L’azzardo invece, come tante droghe, dopo i primi passi ti cattura, ti trattiene. Io non sono più io, tu non sei più tu».
Richiamando il metodo operativo della Comunità Progetto Sud, ha spiegato come l’azione si fondi sullo schema delle alleanze: ogni realtà mantiene la propria identità, ma condivide con gli altri, su un piano di pari dignità, un obiettivo comune. In questo caso, contrastare l’aumento degli episodi di sovraindebitamento e aiutare persone e famiglie a ritrovare libertà e autonomia.
Don Panizza ha ricordato che i servizi attivi sul territorio possono contare su personale qualificato, in grado di riconoscere la dipendenza da azzardo e di offrire percorsi di sostegno concreti. «C’è chi perde il lavoro, la casa, gli affetti di amici e familiari», ha sottolineato, richiamando storie reali, fatte di sofferenze profonde, ma anche di percorsi che hanno portato a esiti positivi e a nuove opportunità di riscatto.
Le alleanze, ha aggiunto, permettono di fare di più e meglio. «La Calabria ha bisogno di questi servizi di accompagnamento, non solo per i singoli in difficoltà ma anche per promuovere una diffusa cultura dell’autonomia e della solidarietà».
Infine, l’appello alle istituzioni: «Proponiamo che lo Stato smetta di fare cassa con l’azzardo che imbroglia e cattura ricchi e poveri, e che guardi con maggiore attenzione alle persone, anziché agli introiti provenienti dall’azzardo patologico, che fanno gola a mafiosi e altri criminali».



