Il Cosenza di Buscè ha finalmente trovato ritmo, gol e uomini capaci di accendersi in contemporanea. Emmausso arriva da due doppiette di fila, Florenzi ha ritrovato il gol a Potenza, Palmieri ha messo dentro due assist pesantissimi e Langella continua a dare ordine, tempi e personalità alla manovra. I rossoblù, insomma, oggi suonano bene quasi in ogni zona del campo, come un’orchestra che ha trovato spartito e intensità. Eppure, per farla diventare davvero completa, manca ancora un assolo importante: quello di Luca Garritano.

Il numero 10, nelle ultime cinque gare, ha visto il campo con minore continuità, finendo in panchina quattro volte e giocando solo uno spezzone anche nella larga vittoria di Potenza. Non è una bocciatura, ma il segnale di un momento in cui Garritano non è ancora riuscito a entrare nel nuovo flusso offensivo del Cosenza con il peso che tutti si aspettano da lui. Proprio per questo, però, il tema non è metterlo in discussione, ma accompagnarlo verso una nuova centralità: perché in una squadra che oggi produce gioco, crea spazi e manda in fiducia più uomini, il talento e la visione del vicecapitano possono diventare un valore aggiunto enorme.

Buscè, in fondo, può leggere questa situazione anche come una grande opportunità. Il Cosenza sta correndo forte pure senza il miglior Garritano, e questo significa che quando il numero 10 tornerà ad accendersi davvero, i rossoblù potranno alzare ancora di più il loro livello. Serve pazienza, serve fiducia, ma serve anche aspettarlo nel modo giusto: senza pressioni inutili, ricordandosi che i campionati li decidono spesso proprio i giocatori capaci di inventare una giocata fuori spartito. E in quest’orchestra che adesso gira a memoria, Garritano resta il musicista che può renderla ancora più bella da ascoltare.