Vedi Cosenza e poi torni. Gennaro Tutino è solo l’ultimo calciatore, in ordine di tempo, che ha deciso di vestire nuovamente in rossoblù dopo essere passato per altre città e altre squadre. Il suo nome si aggiunge così a quelli di tanti suoi colleghi che, in epoche diverse, hanno giocato con il Cosenza, sono andati via e hanno vissuto poi la loro seconda vita in riva al Crati. Vediamo chi sono quelli più rappresentativi.

Il primo dei cavalli di ritorno, forse, può essere considerato il portierone Luciano Gisberti che ha difeso la porta dei Lupi negli anni Trenta e per tutto il decennio successivo si è trasferito in quel di Lecce. Gisberti ha fatto poi ritorno nella sua città natale nel 1949 e vi è rimasto per i quattro anni successivi, sfiorando anche la promozione in serie B persa in un controverso spareggio con il Messina. A lui si aggiunge il collega di ruolo Giacomo Zunico, che dopo cinque anni memorabili in rossoblù – dal 1991 al 1996 – conosce la massima serie a Brescia e fa ritorno a Cosenza nel 1998, giusto in tempo per contribuire, con sette presenze, alla salvezza della squadra al termine di un’annata fra le più tribolate.

Anche Paolo Ziliani, uno tra i difensori più eleganti che siano passati da queste parti, ha qui la sua partita doppia, prima nel Cosenza dei miracoli (1995) allenato da Alberto Zaccheroni e poi nove anni dopo in quello che, mestamente, navigava nei mari poco profondi della serie D. Oberdan, dieci anni dopo. Sembra il titolo di un romanzo di formazione e invece è la parabola sportiva e professionale di Oberdan Biagioni, talentuosa mezzapunta che dopo aver incantato nel Cosenza di Edi Reja, vivrà la stagione formidabile di Zemanlandia a Foggia e dopo aver girovagato per mezza Italia – Udine, Brescia, Pistoia fra le altre – tornerà in Calabria nel 2000, a trent’anni suonati per un’appendice tutt’altro che memorabile.

Una menzione anche per l’esterno d’attacco Stefano Gioacchini, per il centravanti Stefano Guidoni e per Francesco De Francesco, fantasista che in campo aveva movenze da brasiliano. A eccezione di Guidoni, nessuno di loro ha lasciato il segno nel secondo tempo.  Fra quelli che vissero due volte (a Cosenza), un capitolo a parte lo meritano Sossio Aruta e Luca Altomare. Esordiscono entrambi da adolescenti, nella squadra Beretti, poi la vita li porta entrambi lontano dalla città. Torneranno più che maturi, Aruta ai tempi poco gloriosi della doppia squadra e del derby fratricida in serie D.

Dulcis in fondo, il buon ultimo. Dei cavalli di ritorno, lui è senza dubbio lo stallone. Il compianto Gigi Marulla, dopo essersi affermato con la maglia del Cosenza nel triennio ’83-’85, è approdato nella città della Lanterna, sponda genoana, per quella che sembrava un’irresistibile ascesa. Non è andata così. Dopo una parentesi ad Avellino, la squadra dei suoi esordi, per Marulla arriva il momento di tornare a casa. Nell’estate del 1989 firma di nuovo per il Cosenza e la sua seconda primavera in rossoblù, ancora più del successo, gli consegnerà la gloria. Oggi l’auspicio dei tifosi è che la storia si ripeta con Tutino. Gli basterebbe fare un centesimo di quello che ha fatto Marulla per i colori rossoblù e per i tifosi sarebbe sufficiente per sognare ancora.