Certe scene, nel calcio di oggi, arrivano come una boccata d’aria pulita. E portano una firma che a Cosenza conoscono bene: Tommaso Fumagalli, attaccante passato in rossoblù nella scorsa stagione ed oggi alla Reggiana, è diventato protagonista di uno degli episodi più belli dell’annata di Serie B.

È successo martedì, al Mapei Stadium di Reggio Emilia, durante Reggiana-Südtirol (gara poi terminata 0-4). Intorno al 66’, con gli ospiti avanti 0-1, il portiere biancorosso Alessio Cragno esce fuori area per controllare un pallone, ma subito dopo si blocca, alza la mano e si accascia dolorante. In quell’attimo Fumagalli, in pressione, riesce a sottrargli il pallone e avrebbe un’opportunità enorme: porta praticamente vuota, tiro comodo, gol possibile. Invece no.

L’ex attaccante del Cosenza si ferma, capisce la gravità della situazione e accompagna il pallone fuori, scegliendo di interrompere l’azione per permettere i soccorsi. Un gesto istintivo e pulito, che ha fatto il giro dei social e delle cronache nazionali nel giro di pochi minuti.

Nelle ore successive, la notizia ha assunto anche contorni più chiari sul piano medico. Il Südtirol ha comunicato che gli accertamenti strumentali hanno evidenziato una lesione del tendine d’Achille della gamba sinistra per Cragno, con ulteriori valutazioni sulle opzioni terapeutiche. L’ennesima mazzata della sfortunata carriera dell’estremo difensore.

Non a caso, dai complimenti “a caldo” in campo si è passati a un coro molto più ampio: tifosi, addetti ai lavori e media hanno sottolineato la scelta dell’attaccante granata, ricordando come episodi del genere restino rari proprio perché vanno contro l’istinto del centravanti. Eppure, Fumagalli ha fatto la cosa più semplice e più difficile insieme: mettere l’uomo prima del risultato ed alla fine ha segnato lo stesso, solo che lo ha fatto nel modo più raro: con il fair play.