Futuro Nazionale Castrovillari interviene sull’immigrazione e sullo sfruttamento lavorativo dopo l’operazione condotta nella Piana di Sibari dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

L’indagine ha portato all’esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 20 cittadini stranieri. Il movimento politico collega la vicenda al dibattito sul ruolo dei migranti nel sistema economico e produttivo italiano.

Il richiamo all’inchiesta sul caporalato

Il procedimento riguarda due presunte organizzazioni attive, secondo l’ipotesi accusatoria, nel reclutamento e nello sfruttamento della manodopera agricola.

Futuro Nazionale richiama nel proprio documento le condizioni di lavoro contestate dagli investigatori, soffermandosi sulle retribuzioni, sulla durata dei turni e sulle somme trattenute per gli alloggi.

L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere sottoposte alle successive verifiche processuali e le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

Le critiche rivolte alla sinistra

Il movimento sostiene di avere affrontato da tempo il tema dell’immigrazione e riferisce di essere stato accusato, per le proprie posizioni, di xenofobia, razzismo e fascismo.

Nel comunicato Futuro Nazionale attribuisce genericamente alla sinistra le affermazioni secondo cui gli immigrati sarebbero una risorsa perché svolgerebbero «lavori che nessun italiano è disposto a fare» e perché gli italiani sarebbero «viziati e bamboccioni».

Il partito utilizza quindi la vicenda della Piana di Sibari per contestare questa impostazione e ribadire la propria opposizione a qualsiasi forma di sfruttamento lavorativo.

Il riferimento al Decreto Flussi

Futuro Nazionale richiama anche il Decreto Flussi 2026-2028, indicando in 497.550 gli ingressi autorizzati per rispondere alle esigenze dei settori agricolo, turistico, edile e dell’assistenza familiare.

Il movimento chiede quanti dei cittadini ammessi attraverso questi canali potranno diventare effettivamente una risorsa per la popolazione italiana e collega la questione alla necessità di impedire condizioni di lavoro irregolari e forme di sfruttamento.