Al centro dell’inchiesta un terreno a Stalettì, distratto dai beni di una società fallita e ceduto a un’altra costituita ad hoc. Tra le contestazioni anche contributi pubblici per la realizzazione di un complesso alberghiero
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Il sostituto procuratore di Catanzaro, Irene Crea, ha chiesto nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup di Catanzaro, il rinvio a giudizio nei confronti di sette persone coinvolte in una vicenda di bancarotta fraudolenta che riguarda un terreno edificabile nel comune di Stalettì.
Il pm ha chiesto il processo nei confronti dell’avvocato Giancarlo Pittelli (cl. ’53); Saverio Francesco Nitti (cl. ’68) commercialista; Salvatore Domenico Galati (cl. ’67); Caterina Concolino (cl. ’59) amministratori unici della società At Alberghiera Turistica srl che si sono succeduti dal 2006 al 2018; Antonio Marchio (cl. ’89), liquidatore della stessa società; Rita Tirinato (cl. ’61) amministratore unico della società Sarusi srl; Sebastiano Panzarella (cl. ’69), notaio.
Secondo l’accusa, Pittelli, amministratore di fatto di una società già in liquidazione e, successivamente, dichiarata fallita, avrebbe, in concorso con altri, distratto l’unico bene della società di cui era amministratore di fatto, ossia il terreno di Stalettì, che, contestualmente all’avvio della liquidazione, sarebbe stato ceduto a un’altra società costituita ah hoc, anch’essa riconducibile a Pittelli. Un altro episodio di bancarotta fraudolenta consisterebbe nella mancata richiesta di restituzione di un credito di oltre 800mila euro vantato dalla società fallita nei confronti di un’altra società, anche quest’ultima poi dichiarata fallita, pur in presenza di un debito, verso la Regione Calabria, di oltre un milione di euro derivante dall’anticipo di un contributo pubblico ottenuto nel 2005 per la realizzazione sul terreno di Stalettì di un complesso alberghiero, finanziamento poi oggetto di rinuncia e mai restituito.
L’udienza preliminare è stata aggiornata al prossimo 20 gennaio.

