La Procura di Cosenza ha disposto accertamenti sull’Alfa Romeo Stelvio utilizzata a Santo Stefano di Rogliano dalla cosiddetta “banda della marmotta”
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Proseguono gli accertamenti sull’assalto all’ATM della Banca Centro Calabria a Santo Stefano di Rogliano, messo a segno alle prime luci dell’alba del 17 gennaio. La Procura di Cosenza, a distanza di mesi, mantiene aperto il fronte investigativo nei confronti dell’unico indagato, Josef Nicoletto, 24 anni, fermato dai carabinieri poche ore dopo il colpo.
L’ultima attività disposta riguarda un accertamento tecnico: gli inquirenti hanno incaricato il Ris di Messina di ricercare eventuali tracce di Dna del giovane all’interno dell’Alfa Romeo Stelvio rinvenuta sul luogo del fatto, auto che secondo la ricostruzione investigativa sarebbe stata utilizzata dalla banda in fuga.
Sul piano cautelare, la vicenda ha già attraversato più passaggi. In sede di convalida, il gip di Cosenza Letizia Benigno non aveva convalidato il fermo, applicando però gli arresti domiciliari a Modugno (Bari) con braccialetto elettronico e divieto di ricevere persone diverse dai conviventi o da chi lo assiste. Nicoletto si era avvalso della facoltà di non rispondere; la difesa, con l’avvocato Pasquale Marzocchi, aveva contestato fermo e gravità indiziaria, chiedendo una misura meno afflittiva.
La Procura aveva impugnato la mancata convalida in Cassazione, ma il ricorso è stato rigettato. Diverso l’esito davanti al Tribunale del riesame: sull’appello proposto dai magistrati cosentini contro i domiciliari, il Tdl di Catanzaro ha accolto la richiesta disponendo la custodia in carcere. Al momento, però, il provvedimento non è esecutivo perché la difesa ha annunciato ricorso in Cassazione.
Quanto ai fatti, l’episodio contestato riguarda l’esplosione dello sportello automatico e l’asportazione di denaro quantificato in circa 86 mila euro, in un contesto investigativo che richiama la cosiddetta banda della “marmotta”.

