Nel cuore della notte, quando il tempo sembra sempre più lento e le soluzioni più lontane, a fare la differenza sono stati sette minuti. A Catanzaro una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Santa Maria è intervenuta per aiutare una donna anziana cieca e gravemente ammalata, in crisi respiratoria per una bronchite acuta: i militari hanno acquistato il farmaco di cui aveva bisogno e lo hanno portato a casa in emergenza, evitando che il figlio dovesse lasciare sola la madre.

La chiamata al 112 e la richiesta: «Non posso lasciarla sola»

A raccontare l’episodio è A.L., impiegato nel settore sanitario, che ha scritto una lettera di ringraziamento ed encomio per l’intervento avvenuto «nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 febbraio 2026, alle ore 00.15». Nel testo spiega di essersi trovato in un momento di forte difficoltà: la madre non vedente, con altre patologie, aveva bisogno urgente di un farmaco e lui non poteva uscire per andare in farmacia.

A.L. chiama il 112, parla con l’operatore del COT, viene messo in contatto con la Centrale dei Carabinieri di Catanzaro e chiede aiuto per acquistare il medicinale presso la farmacia notturna. L’operatore, scrive, comprende subito l’emergenza e lo mette in contatto con la pattuglia in servizio.

«Miracolo»: il farmaco arriva in sette minuti

La parte più impressionante del racconto è il tempo. Dopo aver fornito indirizzo e nome del farmaco, A.L. chiude la telefonata: «Non passano neanche sette minuti» e sente suonare al citofono. «Sono arrivati i Carabinieri con il farmaco che necessitava a mia madre!!! Incredibile».

In casa: rassicurazione e lacrime di commozione

Nella lettera, A.L. descrive anche l’atteggiamento dei militari una volta entrati: si avvicinano alla madre «affettuosamente», la tranquillizzano, le chiedono come si sente. La donna, si legge, scoppia a piangere per ciò che è stato fatto per lei. E lo stesso figlio ammette di non trovare parole adeguate per ringraziare.

«Non hanno voluto i soldi»: il gesto che pesa

C’è poi un dettaglio che nel racconto diventa simbolico. A.L. prova a restituire i soldi anticipati per l’acquisto del farmaco, ma i carabinieri «garbatamente non accettano», nonostante l’insistenza. Ed è qui che il figlio riassume il senso dell’intervento: «Hanno dimostrato non solo una altissima professionalità, ma anche una profonda umanità, sensibilità e dedizione che vanno molto oltre il semplice dovere d’ufficio».

La richiesta di un riconoscimento pubblico

La lettera, affidata per la diffusione al giornalista Francesco Stanizzi, si chiude con un ringraziamento «all’intera Arma dei Carabinieri» e con l’idea di trasformare quel gesto in un riconoscimento pubblico: A.L. ha segnalato l’operato dei militari anche a Luigi Stanizzi, fondatore e presidente del Premio Mar Jonio, perché possa sostenere «un riconoscimento pubblico» per la pattuglia che si è distinta in questo intervento di vicinanza immediata a un cittadino in stato di bisogno.