Il soggetto era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia
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Si è conclusa nella giornata dell’8 gennaio 2026 la latitanza di Giuseppe Scornaienchi, arrestato in un’area rurale del territorio comunale di Cetraro, al termine di una complessa operazione condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza. Il blitz è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, in sinergia con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e con il supporto dello S.C.I.C.O. di Roma, anche grazie al qualificato e determinante intervento dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria.
Il soggetto era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, per una serie di gravi reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni, ai furti aggravati, fino alla detenzione e al porto illegale di armi, esplosivi e materiale offensivo, oltre a ricettazione, riciclaggio e lesioni personali, in alcuni casi aggravati dal metodo mafioso.
La misura restrittiva, già eseguita il 25 settembre scorso nei confronti di altri indagati, non aveva inizialmente potuto essere applicata a Scornaienchi, che si era reso irreperibile, avviando così la propria latitanza. Le indagini, avviate nell’ottobre 2022 dai Carabinieri della Compagnia di Paola e successivamente rafforzate dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cosenza, hanno consentito di ricostruire l’operatività di una presunta associazione criminale attiva a Cetraro e nelle aree limitrofe.
Fondamentale anche il contributo investigativo del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – GICO di Catanzaro della Guardia di Finanza, che, nell’ambito di autonome e convergenti attività coordinate dalla DDA, aveva già portato all’arresto di Alessio Ricco, cognato di Scornaienchi e ritenuto appartenente alla stessa compagine criminale. Tra i reati contestati figurano tentativi di estorsione ai danni di imprenditori, anche mediante l’uso di armi da fuoco, assalti a sportelli bancomat, la ricettazione di veicoli e targhe utilizzati per altri delitti, oltre alla detenzione illegale di armi ed esplosivi impiegati per azioni intimidatorie.
L’operazione che ha portato all’arresto di Giuseppe Scornaienchi a Cetraro rappresenta un ulteriore colpo alle dinamiche della criminalità organizzata nel Tirreno cosentino, confermando l’efficacia della collaborazione tra le diverse forze di polizia e il ruolo centrale della Direzione Distrettuale Antimafia nel contrasto ai fenomeni mafiosi sul territorio.


